Richiesta ex art. 119 TUB ed onere della prova: ad impossibilia nemo tenetur.



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Nota a Trib. Roma, Sez. XVII, 11 maggio 2021.

di Antonio Zurlo

 

Nel caso di specie, il Tribunale romano rileva come la Banca convenuta abbia eccepito il difetto di prova, da parte degli attori, delle circostanze addotte a fondamento delle domande proposte in relazione ai rapporti di conto corrente; segnatamente, rilevava che gli attori non avessero depositato i contratti costitutivi dei rapporti, né gli estratti completi dei conti dai quali desumere lo svolgimento di essi.

Sul punto, è premura del giudice evidenziare che gli attori abbiano documentato la circostanza di avere inoltrato alla convenuta istanza di rilascio di copia dei contratti e degli estratti conto, ai sensi dell’art. 119 TUB (a nulla rilevando la circostanza che l’istanza fosse stata inviata alla Banca in concomitanza con l’introduzione del giudizio) e che la Banca avesse omesso di fornire tempestivo riscontro alla stessa. Da ciò discende che parte attrice non fosse stata posta in condizione di assolvere all’onere probatorio su di essa incombente.

D’altra parte, l’Istituto ha omesso di produrre i documenti, dei quali gli attori avevano richiesto il rilascio di copia, anche nel corso nel presente procedimento, allegando che non fosse tenuto a conservare i documenti contrattuali anteriori di un decennio alla data di proposizione dell’istanza.

Ciò premesso, il giudice romano ha ritenuto di dover disporre consulenza tecnico-contabile, ai fini della ricostruzione dei saldi dei rapporti intercorsi con la Banca, in conformità all’orientamento giurisprudenziale consolidato, per cui «In materia di conto corrente bancario il cliente, il quale agisca in giudizio per la ripetizione dell’indebito, è tenuto a fornire la prova dei movimenti del conto, tuttavia, qualora limiti l’adempimento ad alcuni aspetti temporali dell’intero andamento del rapporto, il giudice può integrare la prova carente, sulla base delle deduzioni svolte dalla parte, anche con altri mezzi di cognizione disposti d’ufficio, in particolare disponendo una consulenza contabile»[1].

 

 

Qui la sentenza.


[1] Cfr. ex multis Cass. Civ., Sez. I, 3 dicembre 2018, n. 31187.

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