La nostra storia

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C’era una volta, perché le storie iniziano tutte, pressappoco, allo stesso modo. C’era una volta un’idea, perché tutti i progetti, grandi e meno grandi, nascono sempre da un’idea. C’era una volta l’idea di creare una progettualità giovane, dinamica, propositiva, finalizzata allo studio, alla ricerca e all’approfondimento, che fosse complementare alla stilosa accademia e che, in aperta conflittualità con tutte le asperità strutturali, funzionali e logistiche, ontologicamente insite in un contesto provincialistico, potesse proporre una realtà di incontro istituzionale, professionale e sociale. Che andasse a implementare ed efficientare quella continuità tra la realtà, quasi ovattata, dello studio universitario e quella, invero materialmente contigua, del mondo del lavoro e delle professioni; quel trait d’union, spesse volte, anche incolpevolmente, trascurato, sottaciuto, ignorato e finalisticamente depauperato.

C’era l’idea, del Prof. Fernando Greco, di creare un gruppo giovane, di giovani, che osservassero la realtà, con la metodologia e con i filtri del diritto, appresi nella propria formazione universitaria. Una sorta di Osservatorio del diritto: un tavolo permanente di confronto, costruttivo, con la precipua finalità di promuovere, consolidare e coordinare l’attività di ricerca, di studio, di approfondimento, in uno dei settori ordinamentali più conformato dal lavorio, intenso e continuo, della giurisprudenza comunitaria (rectius, unionale) e nazionale, di merito, di legittimità e arbitrale, all’interventismo riformatore e, last but not least, dalla pregnanza delle istanze sociali, variamente attenzionate dalla dottrina, dal diritto, dal legislatore e assoggettate a un processo costante di attualizzazione. In altri termini, un crogiolo normativo, regolamentare, disciplinare e operativo, a tratti inestricabile, nella sua commistione di letture, interpretazioni, sovrapposizioni contenutistiche, varianti tutelari e prudenziali, attuazioni, disposizioni codicistiche, testi unici, collazioni di norme e di principi: il diritto bancario, finanziario e assicurativo.

Una sfida nella sfida, in sostanza. La creazione di un ambiente giovane, ma serio, alla ricerca di un’affermazione, ma, al tempo stesso, autorevole; una realtà che potesse ambire a diventare un punto di riferimento accreditato nell’aggiornamento giuridico, in un segmento ordinamentale centrale e, parimenti, complesso, intercettante istanze diversificate, riconducibili a una pletora di destinatari ampia, multiforme e, altrettanto, particolareggiata, operando in un contesto e in una location evidentemente decentrati, rispetto ai noti centri nevralgici della proposizione e dell’attuazione del diritto bancario e finanziario. Pur tuttavia, è nelle difficoltà che nascono, solitamente, le opportunità.

Nella sua Lecce, riuscendo a costruire una solida rete di sinergie accademiche e istituzionali e riscontrando, a vario titolo, endorsement e positivi riscontri, l’Osservatorio è riuscito, negli anni, a contribuire, in modo significativo, a realizzare la sua, personale, missione: promuovere lo sviluppo degli studi di diritto bancario e finanziario, adottando una prospettiva trasversale, che andasse a valorizzare i numerosi aspetti di interdisciplinarietà; creare una piattaforma per accademici, professionisti, praticanti, ma anche clienti, investitori, consumatori, utenti del mercato, che potesse dare la possibilità di accedere, immediatamente, a un aggiornamento costante nel campo bancario, finanziario e assicurativo, nonché, contestualmente, fungere da collettore di osservazioni, annotazioni critiche, punti di vista ed esperienze, per ciascuna materia di elezione; approfondire le principali tematiche e analizzare le criticità, nel tentativo di addivenire a delle proposte di loro risoluzione, insite nelle dinamiche mercatuali, proponendo una visione sistematica, capace di coniugare, per quanto possibile, aspetti giuridici, economici, etici, sociali e di governance.

La perfetta commistione tra un gruppo di ricerca giovane, mosso da quel genuino e incondizionato entusiasmo proprio di chi sia alle prese con la costruzione e la formazione del proprio futuro professionale e lavorativo, senza preconcetti, ma con la consapevolezza di avere una proficua opportunità, e la supervisione attenta, puntuale, autorevole e paternalistica della Direzione Scientifica hanno condotto questa progettualità al primo, grande, riconoscimento formale: l’attribuzione, nel settembre 2018, dell’International Standard Serial Number, ovverosia del codice ISSN, le otto cifre che battezzano ufficialmente l’esordio nel mondo dell’editoria.

Una prima certificazione importante e il primo traguardo di rilievo, che si è, da subito, tramutato, in una nuova, più ambiziosa, partenza.

L’attenzione quotidiana riservata all’aggiornamento di ciascuna Sezione, nella duplice veste di rassegna e di commenti, ha concorso ad aumentare la conoscibilità del Portale, il riscontro positivo dei lettori, l’appetibilità del format proposto. Fino al compimento dello step successivo: la pubblicazione, il 5 maggio 2020, del primo fascicolo quadrimestrale (n. 3/2019) della Rivista di Diritto del Risparmio. Il coronamento del percorso redazionale ed editoriale, perlomeno da un punto di vista contenutistico e sostanziale. L’apice di quel climax, che, da una ristretta cerchia di giovani studenti e studiosi del diritto, attorno al proprio mentore, è passato alla costituzione di un autorevole Comitato Scientifico, con l’adesione, convinta ed entusiastica, di Professori di diversi Atenei nazionali; che ha visto sostituire all’iniziale valutazione autogestita dei contributi un meccanismo di doppio referaggio cieco, con la contestuale creazione di una sezione di “Dottrina”: la vetrina principale, il fiore all’occhiello della proposta formativa e redazionale, l’opportunità per i giovani (e meno giovani) studiosi di avere, meritocraticamente, l’accesso a un palcoscenico terzo, lontano da ogni establishment e fuori da ogni ottica distorsiva e clientelare (che, il più delle volte, hanno frustrato e continuano a frustrare, legittime ambizioni).

E sono state la terzietà, assunta per policy aziendale, tanto nei contenuti, quanto nelle posizioni, l’onestà nella loro rassegna, l’obiettività nei commenti, critiche, stroncature, la garanzia della pluralità dei punti di osservazione, l’essenza freelance a ingenerare tutta quella premialità, testimoniata dal sempre crescente numero di accessi, visitatori e visite al Portale, che ha continuato a far crescere l’intero progetto e a foraggiare idealmente tutti i suoi attori, sceneggiatori e macchinisti.

L’avvento, imprevedibile, della pandemia ha costretto a una rideterminazione del percorso di crescita; a inventare e, poi, intraprendere un percorso nuovo, non preventivato, interamente votato alla telematica, che è andata a compensare la privazione di tutte le opportunità di poter affiancare, all’attività teorico – redazionale, l’organizzazione di occasioni di incontro e relazionalità, convegnistiche, formative e congressuali.

Nelle difficoltà, trovare opportunità. Ancora, di nuovo.

Diritto del Risparmio ha colto l’opportunità, accettando convintamente la sfida tecnologica, proponendo, a più riprese, un format di appuntamenti seminariali, che, ormai, ha una sua fisionomia ben riconoscibile: ospiti autorevoli; tematiche attuali; tempi contenuti; comunicazione lineare; trattazioni facilmente apprensibili. Un altro, diverso, ma parimenti efficace, modo di convogliare al meglio la nostra proposta giuridica e formativa. Destinato a riproporsi anche nel prossimo futuro.

L’ambizione di poter ottenere un’ulteriore attestazione qualitativa, di un nuovo riconoscimento formale (in tal senso, i lavori sono in corso), è stata trasfusa nel più recente miglioramento della proposta informativa e redazionale, ampliata e riorganizzata, con l’inaugurazione di una quarta sezione dedicata all’antitrust, una quinta dedicata all’apertura ragionata a settori ordinamentali contigui, tangenti alle tre materie d’elezione, e una sesta specificamente destinata all’aggiornamento normativo e regolamentare.

La nuova veste societaria, con la costituzione della Diritto del Risparmio s.r.l.s., nell’ottobre 2020, ha rappresentato il momentaneo, attuale, assestamento: una configurazione propedeutica, preordinata e funzionale all’affiancamento, accanto all’offerta di informazione giuridica, di attività di formazione. La giusta quadratura del cerchio.

Non si deve e non si può porre un freno alle idee. Almeno fino a quando si avrà una rotta chiara e, soprattutto, le giuste motivazioni per percorrerla.

E Diritto del Risparmio è soltanto all’inizio del percorso.

C’era una volta un’idea. E c’è tuttora.

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