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Nota a ABF, Collegio di Torino, 9 settembre 2022, n. 12151.

di Giorgio Zingarello

Studio Legale Greco Gigante & Partners

Nel caso di specie, il Collegio torinese ritiene che la doglianza di parte ricorrente sia fondata.

Parte ricorrente chiede all’intermediario resistente copia integrale della relativa documentazione contrattuale e bancaria e, in particolare, copia delle movimentazioni, con relativi saldi mensili e/o trimestrali, sia della carta di credito sia del primo conto corrente di addebito della carta di credito revolving, sia del secondo conto corrente; tutte richieste alle quali l’intermediario dà riscontro solo parzialmente, impedendole, secondo l’attrice, di verificare ab origine la correttezza degli addebiti riferiti all’utilizzo della carta di credito.

Nel caso di specie, il Collegio torinese è investito del potere di statuire se il limite decennale di cui all’art. 119 TUB sia o meno applicabile anche agli estratti conto. A tal riguardo, è doveroso partire dal dettato normativo ex art. 119 comma 4, TUB, secondo il quale “il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni”.

Snodo cruciale è la pronuncia del Collegio di Coordinamento[1], chiamato a dirimere una diatriba interpretativa sulla riconducibilità degli estratti conto nell’alveo della nozione di “documentazione inerente le singole operazioni” ex art. 119 comma 4 TUB.

Nella succitata decisione, il Collegio afferma l’applicabilità estensiva dell’art. 119, comma 4, TUB, e del limite decennale agli estratti conto evidenziando che “ ove il correntista abbia omesso di conservare gli estratti conto che ha periodicamente ricevuto o sia rimasto inerte nel richiederne copia per tutto l’arco temporale in cui la banca è obbligata a tenerla a sua disposizione, non v’è motivo di giustificare l’estensione di tale documentazione – che, in definitiva, costituisce un duplicato di quella già inviatagli – oltre il limite decennale imposto dalla norma di che trattasi”; non appare corretto ritenere, in assenza di uno specifico richiamo normativo o di un fondato appiglio, che gli estratti conto rientrino tra i documenti contrattuali ex art. 117 TUB, in quanto “ altro non sono che la rappresentazione sintetica di una pluralità di singole operazioni”, piuttosto che un documento di sintesi.

L’orientamento del massimo consesso della giurisprudenza arbitrale è confermato dallo stesso un anno dopo[2] e risulta conforme alla più recente giurisprudenza di legittimità, nella quale si stabilisce che, in virtù dell’art. 119, comma 4, il cliente, o il diverso soggetto a ciò legittimato, “ha diritto di ottenere copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni”.

Nel caso di specie, il Collegio accoglie parzialmente il ricorso enunciando il principio di diritto, secondo il quale “il diritto del titolare di un conto corrente bancario ad avere copia dei relativi estratti è limitato al periodo degli ultimi dieci anni”; sulla base del suesposto principio e della normativa richiamata, il cliente avrebbe diritto ad ottenere gli estratti conto a partire dal 19/11/2011, mentre per quelli precedenti sull’intermediario non grava alcun obbligo di conservarli e quindi di consegnarli.

 

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[1] Il riferimento è a ABF, Collegio di Coordinamento, 22.06.2021, n. 15404.

[2] Il riferimento è a ABF, Collegio di Coordinamento, 3.5.2022, n. 6887.

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