Rivista di Diritto del Risparmio
APPROFONDIMENTI
Brevi note a margine della giurisprudenza in tema di colpa grave nell’ambito di operazioni disconosciute ai sensi del D. Lgs. 11/2010[*]
A cura del Dott. Luca CARDI[**]
“Io inizio col parlare.
Troverò più tardi degli studiosi che dimostreranno il mio perfetto diritto”.
(Federico II di Svevia)
Il giuridico e l’antigiuridico. Il giusto e l’ingiusto. Le due dicotomie che (nel comune sentire dovrebbero finire per sovrapporsi perfettamente) non sempre così linearmente si sovrappongono. Quando si determina tale disallineamento (vero o avvertito che sia) non è insolito che l’interprete ricorra a soluzioni che, forse, a suo avviso sono funzionali a perseguire il giusto, ma che conservano una loro intrinseca antigiuridicità. Situazione assai rischiosa perché presuppone che sia l’interprete a definire il giusto e l’ingiusto per poi cucirvi su, come fosse un abito sartoriale, la norma o il principio di diritto. Ma l’interprete – in ispecie, in un sistema di diritto scritto qual è (o forse dovremmo dire: qual era) il nostro – non può ergersi, a nostro modesto avviso, a giudice del giusto e dell’ingiusto. Egli deve ragionare esclusivamente in termini di giuridicità e antigiuridicità.
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[*] Contributo approvato dai referee.
[**] Addetto Servizi Legali presso Banca Popolare di Fondi. Le analisi, le opinioni e le conclusioni contenute nel presente contributo sono espresse a titolo puramente personale dall’autore. Esse non impegnano in alcun modo la responsabilità, né riflettono la posizione o le strategie, dell’Istituto di Credito per il quale l’autore svolge la propria attività professionale.