1 min read
«La storia di molti.»

Un testo stilisticamente impeccabile. Alle metafore poetiche si alternano scene crude e davvero poco romanzate. L’altalena della vita e dei suoi momenti che si rincorrono: duri e spietati, magici e incantati, in un equilibrio che è causa ed effetto di ogni azione e pensiero e sentimento.

Il diario di un padre che è uomo, fallibile, misero ed eroico, sudicio e virginale, sbagliato ma anche giusto.
Nessun figlio vuole percepire i propri genitori come uomo e donna, eppure loro lo sono per il resto del mondo. Nelle loro fragilità e nei loro errori. Spalle al muro in una vita che chiede sempre il conto di quello che dona, delle opportunità che regala e che, in verità, non regala nulla, sparando un prezzo che spesso non si può pagare. Non c’è moneta per comprare l’equilibrio.

È una lettura profonda e le parole scelte con cura creano nel lettore immagini vivide e dettagliate dei luoghi, delle situazioni, delle espressioni del volto dei protagonisti.
È facile far scorrere un film nella mente, pur non avendo visto quello che effettivamente ne è stato tratto.
Non è una storia facile da metabolizzare perché l’amore grottesco ed egoista del protagonista non deve passare il vaglio dell’approvazione. C’è lo stupro; c’è il parallelismo costante tra la vita da copertina e quella nell’ombra; c’è la scelta di dare e togliere la vita.
L’amore è malato e, quindi, non può essere amore.
I continui riferimenti classisti e le parole volutamente offensive guastano l’immagine del protagonista, che è pur sempre un antieroe, come è giusto che sia.

Seguici sui social: