Sulla prova dell’effettiva prestazione di un servizio di consulenza.



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Nota a ACF, 13 aprile 2022, n. 5301.

Massima redazionale

 

Nella specie, parte ricorrente riteneva comprovata la prestazione del servizio di consulenza, da parte dell’Intermediario resistente, in quanto, sia nel documento consegnatole, quale attestazione dell’avvenuta esecuzione della negoziazione, sia nella contabile dell’operazione ricevuta il giorno successivo, era presente la dicitura “Execution only: NO”. Su tale assunto, rilevava che sarebbe stata necessaria una valutazione non solo dell’appropriatezza dell’operazione, ma anche dell’adeguatezza e che l’Intermediario non avesse tenuto conto delle dichiarazioni rese in sede di compilazione del questionario MiFID, ove la medesima cliente dichiarava di essere disposta a sostenere un rischio minimo, di non conoscere le obbligazioni strutturate e di avere come finalità d’investimento quella di minimizzare i rischi di perdita nel breve periodo (anche a costo di rendimenti ridotti).

Ciò premesso, il Collegio, nella parte motiva, rileva come sia versato in atti il contratto-quadro, sottoscritto tra le parti, con il quale la ricorrente risultava aver conferito all’Intermediario l’incarico di negoziare strumenti finanziari e ricevere e trasmettere ordini su strumenti finanziari. Nel caso di specie, parte ricorrente, pur avendo l’onere di comprovare l’effettiva prestazione di un servizio di consulenza da parte dell’Intermediario, si è limitata a rappresentare che l’operazione fosse stata suggerita e disposta materialmente da un funzionario dell’Istituto, senza, pur tuttavia, addurre idonei elementi a supporto. Né, tantomeno, può ritenersi dirimente la prefata circostanza che, sull’ordine di acquisto, fosse riportata la dicitura “Execution only: NO”, essendo questa indicativa solo del fatto che non fosse stato prestato il servizio di mera esecuzione di ordini, che è servizio di investimento diverso dalla consulenza, ma anche da quelli di negoziazione, ricezione e trasmissione di ordini dei clienti.

Ne consegue che, non potendo dirsi provata la prestazione del servizio di consulenza, l’Intermediario fosse tenuto a svolgere la sola valutazione di appropriatezza, nella specie con esito negativo (come risultante dal riepilogo di acquisto delle obbligazioni, che segnalava la “non appropriatezza/adeguatezza” per esperienza rispetto al profilo del cliente).

 

Qui la decisione.

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