Altro giro, altra corsa: riaffermata la nullità parziale delle fideiussioni omnibus.



2 min read

Nota a Trib. Verona, 29 gennaio 2021.

di Antonio Zurlo 

 

 

 

 

Con la recentissima sentenza in oggetto, il Tribunale di Verona, dopo aver rassegnato la nota querelle giurisprudenziale afferente all’asserita invalidità delle fideiussioni omnibus, evidenzia come l’intesa vietata (dal provvedimento di Banca d’Italia n. 55/2005) non sia, di per sé, quella che individui uno schema uniforme di garanzia personale, nell’ambito di concessione del credito (esistendo uno schema fideiussorio esente da censure, che è quello codicistico, sul quale l’intesa anticoncorrenziale ha inserito clausole derogatorie, a vantaggio del ceto bancario), bensì, correttamente, la pattuizione che violi i principi della concorrenza. È lo stesso legislatore, invero, a prevedere, con l’art. 1419 c.c., che la nullità di singole clausole non possa comportare, di per sé, la nullità dell’intero contratto; d’altro canto, l’opzione tra l’applicazione dell’art. 1418 c.c. e il successivo art. 1419 c.c. non può essere unicamente rimessa ai paventati intenti sanzionatori, a carico del contraente che si sia avvalso delle clausole anticoncorrenziali, ma, per converso, deve essere ancorata al verificare se le parti non avessero concluso il contratto senza quella parte affetta da nullità. Di tal guisa, deve affermarsi la nullità delle sole clausole riproduttive di quelle di cui agli artt. 2, 6 e 8 del modello ABI e che, consequenzialmente, l’invalidità non possa estendersi all’intera garanzia, in quanto i contraenti l’avrebbero ugualmente stipulata, anche senza le disposizioni nulle, a prescindere dalla rilevanza delle stesse nell’originario testo della fideiussione omnibus sottoscritta. Invero, i garanti l’avrebbero ugualmente stipulata, dal momento che è di tutta evidenza come il contratto di fideiussione, con sostituzione della disciplina codicistica alle pattuizioni nulle, sia loro più favorevole: epurata dalle clausole di “sopravvivenza”, “reviviscenza” e di deroga all’art. 1957 c.c. la garanzia risulta prestata a condizioni meno onerose rispetto a quelle in origine previste e per le quali si erano impegnati.

 

 

Qui la pronuncia.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap