Phishing: rimborso integrale della somma, in assenza di prova della SCA.



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Nota a ABF, Collegio di Bari, 13 luglio 2022.

Massima redazionale (segnalazione dell’Avv. Maria Fontana Vita della Corte)

Nella fattispecie, parte ricorrente disconosceva due pagamenti online sul proprio corrente, riferendo, a tal proposito, di aver ricevuto un messaggio dall’intermediario, nel quale gli veniva comunicato un accesso anomalo al suo conto e veniva invitato a digitare sul link, poi effettivamente digitato, inserendo, infine, i dati richiesti al fine di bloccare il suddetto accesso. A tale messaggio faceva seguito una telefonata apparentemente proveniente dall’intermediario, nel corso della quale gli veniva chiesto di comunicare i codici ricevuti via sms, nonché di disinstallare l’App. A distanza di qualche ora, il ricorrente provvedeva a reinstallare l’App, avvedendosi del compimento delle due operazioni. Ritenendo che, nel caso di specie, l’intermediario sia venuto meno ai propri doveri di diligenza qualificata, non avendo posto in essere misure adeguate a impedire a terzi l’accesso fraudolento, il ricorrente chiede il rimborso integrale delle somme indebitamente sottratte, oltre interessi legali.

Il Collegio barese rileva che, stando alla documentazione versata in atti dall’Intermediario, nonché alla descrizione effettuata nelle controdeduzioni, non sia stata fornita evidenza relativamente all’adozione di un sistema di autenticazione forte. In particolare, l’Intermediario ha prodotto alcune schermate, da cui si evince il PAN della carta che, secondo il consolidato orientamento arbitrale, non costituisce elemento sufficiente e affidabile di cui l’utilizzatore abbia il possesso e la conoscenza. Peraltro, l’Intermediario, precisando di aver adottato un sistema di autenticazione a due fattori, non adduceva, pur tuttavia, quali fossero gli elementi della SCA (strong customer authentication) richiesti per l’autenticazione del sistema utilizzato. Tutto ciò premesso, l’ABF ritiene non comprovata la regolare autenticazione delle operazioni contestate, rendendo, dunque, superflua la valutazione di eventuali profili di colpa ascrivibili al ricorrente.

Qui la decisione.

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