È solo un mercenario; coraggio e prodezza non gli serviranno per distinguersi dagli altri perché i mercenari fanno parte dell’equipaggiamento, al pari delle munizioni e come queste ultime vengono sostituiti dai simili quando non servono più.
Questa la triste, vera, concreta realtà che Tequabo comprende guardando da vicino il “nemico”: africano come lui, che tenta di difendere una terra che gli eritrei hanno già donato agli italiani, sottomettendosi e accettando l’umiliante colonizzazione.
Ancora più sottomessi e plagiati, questi giovani hanno deciso (loro sponte?) di imbracciare i fucili e combattere i proprio fratelli, per essere trattati come bestie dai conquistatori.