La competenza in materia di nullità antitrust di una fideiussione omnibus.



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Nota a Trib. Taranto, 18 dicembre 2020.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

La fattispecie in esame.

Parte attrice conveniva in giudizio l’Istituto di credito con cui aveva sottoscritto una fideiussione omnibus, per la dichiarazione di nullità del contratto di garanzia, stante la violazione delle norme imperative in materia di libera concorrenza, contenute nella l. n. 287/90, nonché di quelle relative alla trasparenza bancaria, dettate dal TUB.

La Banca convenuta, in via preliminare, contestava l’inammissibilità della domanda attorea, poiché il Tribunale adito doveva ritenersi incompetente ratione materiae. Invero, l’art. 33, secondo comma, della l. n. 287/90 prevede testualmente che «le azioni di nullità e di risarcimento del danno, nonché i ricorsi intesi ad ottenere provvedimenti di urgenza in relazione alla violazione delle disposizioni di cui ai titoli dal I al IV sono promossi davanti al Tribunale competente per territorio presso cui è istituita la sezione specializzata di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 26 giungo 2003, n. 168, e successive modificazioni.».

Trattasi, in altri termini, di un caso di competenza funzionale e inderogabile, in quanto tale rilevabile d’ufficio, del Tribunale delle Imprese, competente per territorio, a decidere sulle azioni di nullità e risarcitorie relative alla violazione delle norme poste a tutela della concorrenza e del mercato. Tra queste ultime rientra anche quella promossa da parte attrice, dal momento che il garante fa valere, in via principale, la presunta nullità del contratto di fideiussione omnibus, per l’asserita violazione della normativa anticoncorrenziale, stante la conformità del modello sottoscritto all’archetipo ABI del 2003 (censurato col Provvedimento di Banca d’Italia n. 55/2005).

L’Istituto di credito concludeva, quindi, per la rimessione della causa alla Sezione specializzata.

 

La decisione del Tribunale.

A giudizio del Tribunale tarantino, l’eccezione di incompetenza è fondata, dal momento che la domanda di nullità proposta dall’attore in via principale, concerneva la violazione della disciplina antitrust e, segnatamente, la sussistenza di un cartello tra banche, in ordine alla predeterminazione uniforme del contenuto delle fideiussioni omnibus bancarie: nullità questa che si sarebbe, “a cascata”, riverberata sui negozi “a valle”. Sì come rappresentato dalla Banca convenuta, si tratta evidentemente di un’azione di nullità per la quale il summenzionato art. 33 l. n. 287/90 prevede la competenza della Sezione specializzata del Tribunale delle imprese. A tal riguardo, è premura dello stesso giudice ricordare come la giurisprudenza di legittimità si sia espressa sulla questione de qua, rilevando che: «In virtù della modifica apportata al D.lgs. 27 giugno 2003, n. 168, dal D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in l. 24 marzo 2012, n. 27, la competenza in unico grado della Corte d’Appello nelle cause di cui all’art. 33 della l. n. 287 del 1990 è stata sostituita da quella del tribunale competente per territorio presso cui è istituita la sezione specializzata in materia di impresa di cui all’art. 1 del D.lgs. n. 168 del 2003.»[1].

Ciò rilevato, deve essere, consequenzialmente, dichiarata l’incompetenza del Tribunale adito, in favore del giudice specializzato individuato.

 

 

Qui l’ordinanza.


[1] Cfr. Cass. Civ., Sez. VI, 4 novembre 2016, n. 22396, in dejure.it.

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