Smarrimento della documentazione contabile e obbligazione (sostitutiva) risarcitoria.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 28 novembre 2019, n. 25496.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Le circostanze fattuali.

La ricorrente esponeva: di essere erede della titolare di un conto corrente, di un dossier titoli e di una cassetta di sicurezza, presso l’Intermediario convenuto; di aver richiesto a quest’ultimo, a seguito dell’apertura della successione, la documentazione relativa ai suddetti rapporti; in particolare, con riferimento alla cassetta di sicurezza, di aver domandato l’elenco dettagliato degli accessi effettuati dal gennaio 2013 in poi, dall’intestataria e/o, se esistente, dal suo delegato. L’Intermediario aveva fornito riscontro in data 4 giugno 2018, specificando che, nel periodo indicato, fossero stati effettuati n. 3 accessi alla cassetta di sicurezza. L’erede aveva chiesto la documentazione relativa all’accesso del 29 gennaio 2015, disconoscendolo; non avendo ricevuto la documentazione, decideva di ripresentare l’istanza in data 26 marzo 2019. A fronte del negativo riscontro da parte dell’Intermediario, si rivolgeva all’Arbitro Bancario Finanziario, chiedendo di ottenere copia della documentazione attestante gli accessi alla cassetta di sicurezza, avvenuti nelle date del 2 aprile 2013 e del 21 e 29 gennaio 2015, oltre al risarcimento del danno (consistente nei costi della procedura e nell’ammontare dei compensi professionali, per l’assistenza legale).

Costituendosi nel procedimento, l’Intermediario precisava che: a seguito del decesso della titolare del rapporto, la Banca avesse rilasciato in data 4 giugno 2018, su richiesta dell’odierna ricorrente, una dichiarazione sui rapporti intestati alla defunta; dagli archivi informatici risultassero tre accessi alla cassetta di sicurezza. In esito alla contestazione della ricorrente di non aver avuto accesso alla cassetta in data 29 gennaio 2015, la Banca aveva proceduto a tutte le possibili ricerche negli archivi, per reperire quanto richiesto; pur tuttavia, trattandosi di documentazione non recente, le ricerche avevano dato un esito solo parziale: era stato, infatti, possibile reperire la scheda di registrazione soltanto relativa all’accesso del 2 aprile 2013, mentre non era stata rinvenuta quella con riferimento agli accessi del 21 e del 29 gennaio 2015. La Banca dichiarava di non aver mai messo in dubbio il diritto della ricorrente di ottenere, in qualità di erede, copia della documentazione inerente alle singole operazioni poste in essere sui rapporti della defunta; tuttavia, tale documentazione non era mai stata integralmente rinvenuta. Concludeva, pertanto, chiedendo in via principale la cessazione della materia del contendere e, in subordine, il rigetto del ricorso, avendo la Banca effettuato tutto quanto in suo potere per assolvere ai propri obblighi di consegna documentale. Da ultimo, chiedeva di respingere la domanda di risarcimento del danno, stante la non necessità dell’assistenza di un difensore nel procedimento davanti all’ABF.

 

La decisione del Collegio.

La controversia concerne il diritto della ricorrente alla consegna della documentazione inerente ai tre accessi a una cassetta di sicurezza, avvenuti in data 2 aprile 2013, 21 e 29 gennaio 2015.

Ai sensi dell’art. 119, quarto comma, TUB, il cliente ha diritto di ottenere “copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni”.

Nel caso di specie, l’Intermediario ha fornito parzialmente alla ricorrente nelle more del procedimento la documentazione richiesta (limitatamente all’accesso avvenuto in data 2 aprile 2013), ma non ha trasmesso copia della documentazione relativamente agli accessi avvenuti in data 21 e 29 gennaio 2015, adducendo a giustificazione il mancato reperimento della documentazione dovuto a “spostamenti di archivi” avvenuti presso la filiale, in ragione dei quali “evidentemente il materiale [era] andato fuori posto”, senza tuttavia allegare un’impossibilità sopravvenuta non imputabile, legata alla mancata consegna. In altri termini, il resistente non contestava l’esistenza del diritto fatto valere dal ricorrente, né di essere inadempiente; adduceva, invece, quale fatto estintivo della pretesa, giusta gli artt. 1218 e 1256 c.c., l’impossibilità sopravvenuta della prestazione non imputabile al debitore della stessa.

Come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza arbitrale, “lo smarrimento del documento contrattuale richiesto dalla ricorrente è comunque imputabile alla banca resistente, anche ove costituisca un’impossibilità sopravvenuta della prestazione, trattandosi di un disservizio che inerisce alla sfera organizzativa e di controllo della banca medesima e non sussistendo alcuna prova (nemmeno indiziaria) di caso fortuito o forza maggiore[1]. È stato riconosciuto, perciò, il diritto del ricorrente alla consegna della documentazione. In quanto imputabile all’Intermediario, l’impossibilità sopravvenuta della prestazione estingue l’obbligazione originaria, ma, al contempo, concorre a far sorgere, in via sostitutiva, l’obbligazione risarcitoria del danno.

Sotto tale profilo, parte ricorrente quantificava il danno subito nel costo della presentazione del ricorso innanzi all’ABF e nell’ammontare dei compensi professionali che avrebbero dovuto essere corrisposti al legale incaricato in conseguenza dell’inadempimento dell’Intermediario.

Con precipuo riferimento al rimborso delle spese legali, quale componente del pregiudizio subito dalla ricorrente (per le quali non è, peraltro, stata prodotta documentazione che attesti l’effettivo pagamento del costo in questione), in continuità con il consolidato orientamento[2], queste non sono dovute, in ragione del fatto che il procedimento innanzi all’ABF non richieda il ministero di un difensore.

 

 

 

Qui il testo della decisione.


[1] Cfr. ABF, Collegio di Roma, 1 giugno 2018, n. 12048; ABF, Collegio di Roma, 17 novembre 2016, n. 10200; ABF, Collegio di Milano, 11 gennaio 2019, n. 769; ABF, Collegio di Bologna, 25 gennaio 2019, n. 2592.

[2] Cfr. ABF, Collegio di Coordinamento, 26 ottobre 2012, n. 3498; ABF, Collegio di Coordinamento, 22 settembre 2014, n. 6168.

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