I caratteri dell’obbligatorietà della polizza assicurativa.



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Nota a ABF, Collegio di Palermo, 19 settembre 2019, n. 21788.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Le circostanze fattuali.

Parte ricorrente, in relazione a un contratto di prestito personale, in ammortamento alla data di presentazione del ricorso, lamentava, in via principale, l’usurarietà genetica del rapporto. Sul punto, più nello specifico, evidenziava che il TEG effettivo del finanziamento, calcolato avendo riguardo anche al costo delle polizze assicurative CPI, fosse pari a 18,14% superiore al tasso soglia usura previsto dal D.M. 24 giugno 2009, che lo fissava allo 16,10%. Tale circostanza avrebbe asseritamente implicato la gratuità del contratto, ai sensi dell’art. 1815, secondo comma, c.c. In subordine, il ricorrente lamentava la mancata inclusione, nell’ambito del TAEG contrattualmente indicato, del costo delle polizze assicurative poste a protezione del credito. Affermava, infatti, che, nel caso di specie, la sottoscrizione della polizza fosse stata sostanzialmente imposta dal finanziatore per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni di stipula, evidenziando che: a) era una polizza di protezione del credito, che assicurava il pagamento dell’importo del debito residuo ovvero, a seconda dell’evento, delle rate in scadenza nel periodo in cui si verificasse il sinistro; b) la stipula era stata contestuale a quella del contratto di finanziamento; c) la durata della copertura assicurativa coincideva con la durata del finanziamento; d) il beneficiario delle prestazioni era l’intermediario medesimo. In conclusione, affermava che, a fronte di una previsione contrattuale pari a 15,75%, il TAEG effettivo fosse diverso da quello contrattualmente previsto e chiedeva, consequenzialmente, l’applicazione del tasso sostitutivo, ex lege determinato, nonché la condanna dell’Intermediario resistente alla restituzione di tutti gli interessi corrisposti, ai sensi dell’art. 1815 c.c.

L’Intermediario chiedeva il rigetto del ricorso, in quanto infondato.

 

La decisione del Collegio.

In via preliminare, il Collegio rileva l’applicabilità al contratto attenzionato delle Istruzioni di Banca d’Italia del maggio 2006, per cui nel calcolo del TEG devono ritenersi incluse “le spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare al medesimo il rimborso totale o parziale del credito”. Su tali Istruzioni si è già espresso il Collegio di Coordinamento[1], che, richiamando quanto statuito dalla giurisprudenza di legittimità[2] sul concetto di collegamento tra polizza assicurativa, ha chiarito che “[…] con riferimento ai contratti stipulati nel vigore delle suddette istruzioni, occorre avere riguardo, includendole nel calcolo finalizzato a verificare il rispetto del tasso soglia, soltanto alle spese per le assicurazioni imposte dal creditore per assicurarsi il rimborso del credito […]”. In tal guisa, affinché le polizze assicurative possano ritenersi obbligatorie e i relativi premi computati ai fini del TEG, il Collegio di Coordinamento ha ritenuto “conforme a sistema utilizzare gli stessi elementi presuntivi indicati con riferimento al TAEG dalle decisioni nn. 10617, 10620 e 10621 in data 12 settembre 2017 dal Collegio di Coordinamento”.

Ciò premesso, la polizza attenzionata nel ricorso: a) ha funzione di copertura del credito; b) è stata stipulata contestualmente al contratto di finanziamento; c) il beneficiario è lo stesso intermediario; d) l’impossibilità di recedere per tutto il corso del finanziamento; e) è previsto un indennizzo parametrato al debito residuo.

A fronte dell’assolvimento da parte del ricorrente della propria porzione di onere probatorio, relativamente alla sostanziale obbligatorietà della polizza “Creditor Protection Insurance”, l’Intermediario resistente non ha eccepito nulla. Ne consegue che, inserendo il costo della polizza de qua, il TEG risulta superiore al tasso soglia usura fissato per il periodo di riferimento per la categoria “anticipi, sconti commerciali, crediti personali e altri finanziamenti effettuati dagli intermediari non bancari – oltre € 5.000,00” nel 16,09%.

 

 

 

Qui il testo integrale della decisione.


[1] Il riferimento è a ABF, Collegio di Coordinamento, 26 luglio 2018, n. 16291.

[2] Cfr. Cass. Civ., Sez. I, 5 aprile 2017, n. 8806, in dejure.it.

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