Il saldo zero nel caso di omessa produzione documentale da parte della Banca.



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Nota a Trib. Bari, 26 febbraio 2020, n. 845.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Le circostanze fattuali.

Una società aveva convenuto innanzi al Tribunale di Bari la propria Banca, chiedendo (ai fini che qui interessano): 1) l’accertamento della nullità e dell’inefficacia, per violazione degli artt. 1284, 1346, 2697 e 1418 c.c., delle condizioni generali del contratto di conto corrente, relative alla determinazione degli interessi debitori con riferimento alle condizioni usualmente praticate dall’Istituto sulla piazza e, per l’effetto, la dichiarazione di inefficacia degli addebiti in conto corrente, per interessi ultralegali e usurari, applicati nel corso dell’intero rapporto, e la conseguente applicazione del saggio legale; 2) l’accertamento della nullità e dell’inefficacia delle condizioni generali del contratto impugnato, relative alla capitalizzazione degli interessi, competenze, spese e oneri applicati nel corso dell’intero rapporto e, per l’effetto, la dichiarazione d’inefficacia di ogni capitalizzazione degli interessi debitori; 3) l’accertamento della nullità e dell’inefficacia, per violazione degli artt. 1325 e 1418 c.c., degli addebiti in conto corrente, per commissioni sul massimo scoperto trimestrale, non pattuite e, comunque, prive di causa negoziale; 4) l’accertamento della nullità e dell’inefficacia degli addebiti di interessi ultralegali, applicati nel corso dell’intero rapporto, sulla differenza in giorni tra la data di effettuazione delle singole operazioni e quella della singola valuta, nonché per mancanza di valida giustificazione causale; 5) l’accertamento, previa rideterminazione del saldo iniziale pari a zero, l’esatto rapporto di dare – avere tra le parti; 6) la condanna della Banca alla restituzione delle somme illegittimamente addebitate e/o riscosse.

L’Istituto, costituendosi in giudizio, aveva contestato le domande attoree, eccependo l’infondatezza delle censure relative all’indebita applicazione degli interessi debitori a tasso ultralegale, delle c.m.s., della capitalizzazione trimestrale degli interessi.

Veniva disposta consulenza tecnica contabile, in esito alla quale la causa veniva introitata per la decisione.

 

Le ragioni della decisione.

In via preliminare, il Giudice rigetta l’eccezione di improcedibilità della domanda di ripetizione dell’indebito, sollevata dalla Banca convenuta, in virtù del rilievo che il conto corrente, al momento della proposizione della domanda, fosse ancora aperto. Difatti, sussisteva l’interesse di parte attrice all’accertamento della nullità di alcune clausole contrattuali e alla conseguente rideterminazione del saldo. Peraltro, in corso di causa, il conto corrente de quo era stato chiuso, con conseguente caducazione di ogni eventuale profilo di improcedibilità dell’azione.

Nel merito, il giudice barese ritiene la domanda attorea parzialmente fondata. In tal senso, aderendo integralmente alle conclusioni rassegnate dal perito d’ufficio, il Tribunale rileva come sia assolutamente corretta l’applicazione del criterio del c.d. “saldo zero”, dal momento che la Banca convenuta non avesse allegato tutti gli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto, disattendendo, quindi, anche l’ordine di esibizione documentale, ex art. 210 c.p.c., condotta valutabile e valutata ai sensi dell’art. 116 c.p.c. come idonea a sollevare parte attrice dall’onere, sulla stessa incombente, ai sensi dell’art. 2697 c.c., di provare l’avvenuto addebito di somme in mancanza di causa, ovvero in forza di clausole contrattuali invalide.  

 

 

 

Qui il testo della pronuncia (da ilcaso.it)

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