Sui danni da cancellazione tardiva dell’ipoteca.



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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 14 luglio 2022, n. 10528.

Massima redazionale

 

Con riferimento alla richiesta di cancellazione dell’ipoteca, il Collegio bolognese evidenzia che l’intermediario abbia versato in atti evidenza a dimostrazione dell’avvenuta liberazione dell’immobile dalla garanzia, conseguendone la cessazione della materia del contendere.
Ciò posto, parte ricorrente avanza, in via subordinata, richiesta di risarcimento del danno conseguente alla tardiva cancellazione dell’ipoteca, in ragione della condotta negligente della Banca, che non avrebbe provveduto a assolvere un obbligo cui era tenuta per legge. Gli istanti identificano il danno subito nel non avere potuto accedere a finanziamenti ai tassi di interesse favorevoli che vi erano nel 2021”, dapprima chiedendone la liquidazione in via equitativa, salvo poi quantificare il pregiudizio in 400,00 euro in sede di repliche. A supporto di tale pretesa, i ricorrenti allegano lo scambio di email intercorso con l’intermediario resistente e che, a loro dire, dimostrerebbe il comportamento negligente di quest’ultimo, limitatosi a sostenere la responsabilità di uffici differenti dalla filiale di riferimento.
Parte resistente afferma che la mancata cancellazione dell’ipoteca non sia stata causata da un comportamento negligente, ma da un’anomalia nei flussi informativi, legata a un errore nell’originaria nota di iscrizione dell’ipoteca, successivamente corretto dal notaio rogante. La convenuta aggiunge, inoltre, che lo scambio di email prodotto da controparte, lungi dal comprovare quanto asserito,  provi la volontà di collaborare manifestata dalla filiale di riferimento, nonché dimostri il ritardo con cui il professionista incaricato da controparte abbia fornito la documentazione richiesta.

Per quanto attiene ai danni patrimoniali, parte ricorrente non ha prodotto alcuna evidenza relativa al nocumento subito; ne consegue che, gravando sul cliente l’onere di provare le circostanze dedotte e allegate a fondamento delle proprie richieste e, al contempo, non avendo adempiuto al suddetto onere, la domanda risarcitoria, relativamente ai danni asseritamente patiti, non possa essere accolta.

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