Niente è per sempre, neppure le polizze obbligatorie: l’inferenza del diritto di recesso sulla giustezza del TAEG.



2 min read

Nota a Trib. Tivoli, 16 febbraio 2021, n. 203.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

La recente sentenza del Tribunale di Tivoli si inserisce nella nota questione dell’escludibilità della polizza assicurativa dal calcolo del TAEG effettivamente applicato al contratto di finanziamento.

Sul punto, il giudice rileva come sia onere gravante sul mutuatario quello di comprovare che la polizza rivestisse carattere obbligatorio, quantomeno nel senso che la conclusione del contratto di assicurazione avesse costituito un requisito necessario per ottenere il finanziamento, alle condizioni concretamente offerte. In tal senso, è consentito ricorrere a presunzioni gravi, precise e concordanti, desumibili dal concorso delle seguenti circostanze: 1) la polizza abbia funzione di copertura del credito; 2) vi sia una connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione (nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente e abbiano pari durata); 3) l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo.

Di contro, per contrastare il valore probatorio delle citate presunzioni (che assumono carattere ancor più dirimente quando contraente e beneficiario sia stato lo stesso Intermediario e a questo sia stata attribuita una significativa remunerazione per il collocamento della polizza), l’Intermediario resistente è tenuto ad addurre elementi di prova di segno contrario, attinenti alla fase di formazione del contratto, in particolare documentando, in via alternativa: a) di aver proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e del TAEG), da cui risulti l’offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza; b) di aver offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio; c) di aver concesso al ricorrente il diritto di recesso dalla polizza, senza costi e senza riflessi sul costo del credito, per tutto il corso del finanziamento.

Nel caso di specie, è pacifica la contestualità dei contratti. Pur tuttavia, è circostanza altrettanto veritiera quella per cui al soggetto assicurato fosse riconosciuto il diritto di recedere da tali polizze, senza alcuna conseguenza sul finanziamento: tale ultima circostanza, di per sé sola, è già bastevole a escludere il carattere imposto (o necessario) dell’assicurazione.

Ne consegue che il TAEG indicato nel contratto debba stimarsi corretto.

 

 

Qui la sentenza.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap