SMS spoofing, vishing e sim swap fraud : la concorsualità colposa del cliente – truffato.



2 min read

Nota a ABF, Collegio di Milano, 21 dicembre 2020, n. 23375.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Con la recente decisione in oggetto, l’Arbitro Bancario Finanziario descrive, sinteticamente, l’operatività del concorso colposo del cliente – truffato, in un’ipotesi di manovra fraudolenta “complessa”.

Più nello specifico, dopo aver evidenziato che, per l’ipotesi di disconoscimento di operazioni da parte del cliente, il d.lgs. n. 11/2010, all’art. 10, preveda un particolare regime di ripartizione dell’onere probatorio, (segnatamente: il prestatore di servizi di pagamento deve comprovare che l’operazione sia stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata e che non abbia subito le conseguenze del malfunzionamento delle procedure necessarie per la sua esecuzione o di altri inconvenienti; assolto con successo questo primo onere, necessario ma, di per sé, ancora insufficiente a dimostrare che l’operazione sia stata effettivamente autorizzata dal titolare, il prestatore deve ulteriormente dimostrare, ai fini dell’esonero dalla responsabilità che l’uso indebito del dispositivo sia da ricondursi al comportamento fraudolento, doloso o gravemente colposo dell’utilizzatore rispetto agli obblighi di condotta, imposti a quest’ultimo dall’art. 7 del decreto de quo).

Con precipuo riferimento al caso di specie, il Collegio ritiene acquisita la prima prova, avendo l’intermediario offerto idonea documentazione informatica in ordine alla corretta registrazione, autenticazione e contabilizzazione della operazione contestata. Quanto all’altro requisito, non può sfuggire come parte ricorrente sia rimasta vittima di una manovra fraudolenta “complessa”, in quanto costituita da: un episodio di “SMS spoofing” (ovverosia, il messaggio truffaldino arrivato in coda ai normali sms dell’intermediario); una vicenda di vishing (cioè la telefonata risultata proveniente dallo stesso numero verde dell’intermediario); da ultimo, un’operazione di sim swap fraud (l’intervenuta sostituzione del numero del cliente con quello dei truffatori).

Ciò premesso, se da un lato alcune delle operazioni fraudolente rassegnate (in particolare, lo spoofing) depongono a favore dell’esistenza di carenze organizzative dell’intermediario, dall’altro, per converso, non ci si può esimere dal rilevare che il cliente truffato abbia tenuto un comportamento alquanto imprudente, avendo rivelato credenziali e codici OTP al terzo malfattore. Sussistono, pertanto, le condizioni per ravvisare in capo a entrambe le parti una responsabilità per i fatti oggetto di controversia (sia pure da quantificare in proporzione differente).

 

 

Qui la decisione.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap