Contratto di finanziamento e polizze obbligatarie: la ripartizione dell’onere probatorio.



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Nota a ABF, Collegio di Palermo, 19 settembre 2019, n. 21786.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Le circostanze fattuali.

Il ricorrente denunciava, in relazione a un contratto di prestito personale, estinto secondo il piano di ammortamento, la mancata inclusione, nell’ambito del TAEG contrattualmente indicato, del costo delle polizze assicurative, associate al finanziamento. Più nello specifico, deduceva che la sottoscrizione di queste ultime fosse stata sostanzialmente imposta dal finanziatore, per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni di stipula, evidenziando, in tal senso, che: a) la loro stipula era stata contestuale a quella del contratto di finanziamento; b) la durata delle coperture assicurative coincideva con quella del finanziamento; c) il beneficiario delle prestazioni era l’Intermediario medesimo; d) trattavasi di polizze stipulate dall’Intermediario, a garanzia della restituzione del capitale finanziato; e) l’Intermediario poteva trattenere una provvigione pari al 52% del premio assicurativo; f) il premio assicurativo era stato pagato anticipatamente dall’Intermediario e rimborsato congiuntamente al capitale, secondo il piano di ammortamento. Il ricorrente chiedeva, pertanto, di accertare e dichiarare la natura obbligatoria delle polizze assicurative stipulate a copertura del credito, nonché di dichiarare che i costi assicurativi dovessero essere ricompresi nel TAEG; per l’effetto, accertare la difformità del TAEG contrattuale rispetto a quello effettivamente applicato e dichiarare la nullità della clausola relativa agli interessi pattizi, applicando la sanzione di cui all’art. 117, sesto comma, TUB.

L’Intermediario resistente, costituendosi, deduceva la piena legittimità del proprio comportamento, attesa la natura facoltativa della copertura assicurativa sottoscritta dal ricorrente e considerato il pieno rispetto della normativa vigente al momento della stipula del contratto. A tal riguardo evidenziava che: a) era prevista la facoltà di recesso del cliente dal contratto di assicurazione, senza incidenza alcuna sulle condizioni economiche del contratto; b) la polizza era stata stipulata mediante un modulo di adesione separato dal contratto di finanziamento; c) in ambiti temporali contigui a quelli di stipula del contratto oggetto di ricorso, ne erano stati stipulati altri, aventi condizioni economiche analoghe, pur senza copertura assicurativa alcuna; d) il Cliente aveva interesse all’esistenza della polizza a copertura del credito; e) la documentazione precontrattuale e contrattuale indicava chiaramente la facoltatività dell’adesione alla copertura assicurativa; f) non sussisteva un collegamento negoziale tra il contratto di finanziamento e quello di assicurazione, dal momento che legavano soggetti differenti, avevano causa differente e assolvevano a differenti funzioni economico – giuridiche. Rilevava, da ultimo, che, stante l’evidenza contrattuale circa la facoltatività delle polizze, per ricorrere a delle presunzioni, sarebbe stato necessario verificare la rispondenza ai requisiti di gravità, precisione e concordanza, previsti dalla legge, in uno scenario caratterizzato dalla compresenza di elementi interpretabili in senso antitetico.

 

La decisione del Collegio.

In via preliminare, il Collegio evidenzia l’assoggettamento, per importo e tipologia, del contratto di finanziamento alla normativa in materia di credito al consumo. Nel caso di specie, come anticipato, il ricorrente aveva aderito a due polizze collettive, stipulate mediante un unico modulo di adesione e facenti riferimento alle medesime condizioni generali di assicurazione. A tal riguardo, sebbene parte ricorrente abbia offerto elementi indiziari deponenti in favore della sostanziale obbligatorietà delle polizze (dimostrando, segnatamente, che le stesse avessero funzione di copertura del credito, fossero state stipulate contestualmente al contratto di finanziamento e avessero una durata corrispondente a quest’ultimo,  prevedessero un indennizzo parametrato al debito residuo al momento dell’attivazione), pur tuttavia, l’Intermediario ha offerto in comparazione più contratti, stipulati a condizioni sostanzialmente identiche a quelle accettate dal ricorrente, anche in assenza di polizze collegate.

La domanda, quindi, deve essere respinta.

 

 

 

Qui il testo integrale della decisione.

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