Inidoneità della somministrazione congiunta del questionario MiFID.



Nota a ACF, 3 gennaio 2020, n. 2115.

di Antonio Zurlo 

 

 

 

 

Con la recentissima decisione in oggetto, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, senza soluzione di continuità con l’orientamento consolidatosi sulla questione, rileva come la somministrazione del questionario MiFID effettuata congiuntamente ai cointestatari (nel caso di specie, due coniugi) sia evidentemente inidonea per addivenire a una corretta profilatura.

Difatti, come già affermato in precedenti pronunciamenti, il questionario sì redatto non può ragionevolmente fornire informazioni adeguate in relazione all’esperienza, alla conoscenza e agli obiettivi di investimento dei singoli sottoscrittori, per l’intrinseca inidoneità a registrare le differenze in termini di conoscenze, esperienze e obiettivi di investimento che evidentemente sussistono fra soggetti diversi.

Nel caso di specie, ulteriori perplessità erano anche ingenerate dalla dichiarata conoscenza, da parte del ricorrente, di strumenti finanziari quali le “Obbligazioni strutturate, subordinate, convertibili”, stante la loro intrinseca complessità e tenendo in debita considerazione la circostanza per cui lo stesso fosse neofita in questa tipologia di operazioni finanziarie, non avendo mai investito in precedenza in strumenti simili. L’obiettivo indicato, ovverosia “proteggere nel tempo il capitale investito e ricevere flussi di cassa periodici […] contenuti e prevedibili”, puntualmente riportato in tutti i questionari di profilatura versati in atti, risultava, per giunta, in evidente e insanabile contraddizione con il riconoscimento di un profilo di rischio “Medio-alto”, assegnato in esito a una delle prime profilature e, poi, inopinatamente ridottosi nei successivi questionari, benché sempre in costanza del medesimo obiettivo d’investimento.

 

Qui il testo integrale della decisione.

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