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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 22 aprile 2022, n. 6464.

Massima redazionale

 

Con la recente decisione in oggetto, il Collegio bolognese riafferma il principio per cui la collocazione in luogo aperto al pubblico di una macchina ATM valga come offerta al pubblico, almeno relativamente alla prestazione di servizi di custodia della tessera in essa inserita, con conseguente responsabilità contrattuale del custode (ferma restando la naturale responsabilità di ogni istituto di credito per il mero fatto della collocazione degli ATM).

Nella specie, parte ricorrente chiedeva il risarcimento del danno per mancata erogazione di somme di denaro a seguito di prelievo bancomat, per cattura nel relativo sportello dello strumento di pagamento. In particolare, la carta di titolarità del ricorrente era emessa da intermediario differente rispetto a quello dell’ATM e risultava essere stata trattenuta per un codice di malfunzionamento riconducibile ad anomalie nella sua materialità che potrebbero essere costituite da banali graffi.

Dalla documentazione versata in atti emergeva che la stessa carta trattenuta nell’ATM non fosse stata mai restituita né al ricorrente, né, tantomeno, all’intermediario emittente. In pratica, l’intermediario titolare dell’ATM risultava essersi limitato a eliminare fisicamente il dispositivo, senza alcuna ulteriore formalità né nei confronti dell’utilizzatore, né nei confronti dell’emittente.

 

 

Qui la decisione.

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