Difetto di conformità del bene: onere della prova e rimedialità esperibili.



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Nota a Cass. Civ., Sez. II, 7 febbraio 2022, n. 3695.

Massima redazionale

 

Con l’ordinanza in oggetto, depositata in data odierna, la Seconda Sezione Civile, cassando con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Lecce, ha statuito i seguenti principi di diritto:

«La denunzia dei vizi da parte del consumatore, anche ai sensi del Codice del Consumo, può essere fatta con qualunque mezzo che in concreto si riveli idoneo a portare a conoscenza del venditore i vizi riscontrati.»

«Si presume che i difetti di conformità, che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene, siano sussistenti già a tale data sicché il consumatore deve allegare la sussistenza del vizio mentre grava sul professionista l’onere di provare la conformità del bene consegnato rispetto al contratto di vendita. Ove la sostituzione o riparazione del bene non siano state impossibili né siano eccessivamente onerose, il consumatore, scaduto il termine congruo per la sostituzione o riparazione, senza che il venditore vi abbia provveduto, ovvero se le stesse abbiano arrecato un notevole inconveniente, può agire per la riduzione del prezzo o per la risoluzione del contratto, pur in presenza di un difetto di lieve entità.»

«La riparazione e la sostituzione di un bene non conforme devono essere effettuate non solo senza spese, ma anche entro un lasso di tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti per il consumatore.»

 

Qui l’ordinanza.

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