Nullità per superamento del limite di finanziabilità del mutuo fondiario (se non convertibile).



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 14 giugno 2021, n. 16776.

di Antonio Zurlo

 

La Prima Sezione Civile rassegna come questa la giurisprudenza di legittimità, invero a più riprese[1], abbia affermato il principio per cui, avendo riguardo al mutuo fondiario, il limite di finanziabilità fissato, dall’art. 38, comma 2, TUB sia elemento essenziale del contenuto del contratto e il suo mancato rispetto ne determini la nullità (con possibilità, tuttavia, di conversione in ordinario finanziamento ipotecario, ove ne sussistano i relativi presupposti) e costituisce un limite inderogabile all’autonomia privata, in ragione della natura pubblica dell’interesse tutelato, finalizzato a regolare il quantum della prestazione creditizia al fine di favorire la mobilizzazione della proprietà immobiliare e agevolare e sostenere l’attività di impresa.

La previsione legale dei limiti di finanziabilità (per quanto non ascrivibile a un contenuto tipico predeterminato dall’autorità creditizia) si inserisce «in ogni caso tra gli elementi essenziali perché un contratto di mutuo possa dirsi fondiario»; invero, il fine della disposizione, ancorché permetta di non ricondurre la fattispecie alla nullità testuale dell’art. 117, comma 8, TUB, corrisponde proprio alla necessità di disciplina analitica secondo obiettivi economici normativamente predeterminati, accordando all’Istituto erogante molteplici tutele sul versante del rapido consolidamento dell’ipoteca (ex art. 39 TUB) e del privilegio processuale esecutivo (ex art. 41 TUB), giustificando la compatibilità costituzionale[2] di un regime di favor che ha effettivamente contropartita di sistema nell’intento di mobilizzare la proprietà immobiliare e, altresì, eventualmente, di ricorrere a tale strumento per finanziare l’imprenditore anche in crisi.

 

 

Qui l’ordinanza.


[1] Cfr. Cass. n. 17352/2017; Cass. n. 19016/2017; Cass. n. 13286/2018; Cass. n. 24138/2018; Cass. n. 17439/2019; Cass. n. 31057/2019; Cass. n. 1193/2020.

[2] Cfr. Corte Cost. n. 175/2004.

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