SMS spoofing e concorsualità colposa.



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Nota a ABF, Collegio di Bari, 2 luglio 2020, n. 11815.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Con la recente decisione in oggetto, l’Arbitro Bancario Finanziario (d’ora innanzi, ABF) analizza i profili di concorsualità colposa sottesi a un caso di “SMS spoofing”, truffa più sofisticata dell’ordinario phishing, dal momento che consiste nella manipolazione dei dati relativi al mittente di un messaggio, realizzata per far credere che sia stato inviato da un soggetto differente, mediante la sostituzione del numero originario con un testo alfanumerico (identico a quello utilizzato dall’intermediario nei messaggi autentici), in modo da inviare SMS civetta che sembrano provenire dall’intermediario.

In tal modo, il messaggio truffaldino verrebbe visualizzato negli smartphone insieme a precedenti messaggi legittimi provenienti dal Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP), aumentando la possibilità che venga considerato genuino.

Se, dunque, può indubbiamente rilevarsi una colpevole leggerezza da parte del ricorrente nell’immissione dell’OTP necessario per l’autorizzazione del pagamento, del pari, il c.d. “SMS spoofing” è reso possibile anche da una altrettanto colpevole vulnerabilità organizzativa del sistema di comunicazione adottato dall’intermediario, grazie alla quale è stato possibile, per i malfattori, attuare la sofisticata manipolazione, in danno del ricorrente, tramite l’immissione nell’ordinario canale di messaggistica di un messaggio indubbiamente confondibile con quelli precedenti, genuinamente inoltrati dall’intermediario.

Alla luce di tali considerazioni e senza soluzione di continuità con l’orientamento già assunto in precedente occasione relativamente a fattispecie non dissimili[1], il Collegio ritiene che sussistano elementi sufficienti a configurare un concorso di colpa paritario tra le parti nella produzione del danno, conseguendone il diritto del ricorrente alla restituzione di un importo pari al 50% del valore dell’operazione contestata.

 

 

Qui la decisione.


[1] Cfr. ABF, Collegio di Bari, 11 febbraio 2020, n. 2108.

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