Sul piano di ammortamento c.d. “alla francese”.



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Nota a ABF, Collegio di Bari, 14 luglio 2020, n. 12533.

di Antonio Zurlo

 

Con la recente decisione in oggetto, l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) riafferma il principio per cui il piano di ammortamento c.d. “alla francese”, caratterizzato da rate di rimborso costanti (in cui la quota capitale è crescente e, per contro, quella degli interessi decresce) non dia luogo a un effetto anatocistico, poiché la più lenta riduzione del debito residuo non è conseguenza della violazione dell’art. 1283 c.c. e dell’applicazione di interessi composti, ma della diversa costruzione della rata, con prioritaria imputazione dei pagamenti periodici agli interessi prima che al capitale, in applicazione peraltro di quanto dispone l’art. 1194 c.c.[1].

 

 

Qui la decisione.


[1] Cfr., ex multis, ABF, Collegio di Bari, n. 6280/20; ABF, Collegio di Napoli, n. 9749/2018 e n. 4082/2016; ABF, Collegio di Bologna, n. 15544/2017. In giurisprudenza, Trib. Torino, 25 maggio 2017; Trib. Milano, 30 ottobre 2013; Trib. Padova, 23 febbraio 2009; Trib. Verona, 24 marzo 2015.

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