Gli interessi di mora e la penale di estinzione anticipata non rilevano ai fini della verifica dell’usura.



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Nota a Trib. di Napoli, 6 luglio 2020, n. 4700.

di Marzia Luceri

 

 

 

 

Con la sentenza in oggetto, il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda attorea di ripetizione dell’indebito, avanzata nei confronti dell’Istituto bancario convenuto.

In particolare, il mutuatario asseriva l’usurarietà, oggettiva e soggettiva, del contratto di mutuo ipotecario stipulato con la summenzionata Banca, ed estinto anticipatamente.

Sotto il profilo dell’usura oggettiva, il cliente riteneva che, ai fini della determinazione del T.E.G., l’Istituto bancario avrebbe dovuto tener conto anche degli interessi di mora e della penale di estinzione anticipata, così da poter correttamente valutare l’eventuale superamento del tasso soglia usura (d’ora in poi, T.U.S.).

Tuttavia, conformemente a quanto dichiarato da parte convenuta, il Tribunale di Napoli ha rilevato l’erroneità dell’inclusione nel T.E.G. degli interessi di mora e della commissione di estinzione anticipata.

In primo luogo, relativamente agli interessi di mora, il giudice ha ribadito, alla luce di numerosi precedenti giurisprudenziali, che, qualora gli interessi di mora non vengano in concreto addebitati al mutuatario, questi non abbiano rilevanza teorica ai fini della determinazione del superamento del T.U.S.

A tal riguardo, è stato evidenziato come la Banca d’Italia non tenga conto di tale categoria di interessi per l’individuazione del T.E.G.M., comportandone così l’esclusione dalla base di calcolo del T.U.S. Tanto premesso, risulta irragionevole la circostanza per cui, ai fini della verifica dell’usurarietà degli interessi applicati al prestito, vengano presi in considerazione degli interessi – quali quelli di mora – che non sono stati inclusi nel calcolo del T.U.S.

È stato, altresì, precisato come, nonostante i vari dubbi interpretativi ingenerati dalla legge di interpretazione autentica, sia necessario collocare – giuridicamente – gli interessi di mora nella fase patologica del rapporto, la quale trova il suo fondamento nel comportamento delle parti: tali interessi non vengono corrisposti da parte del mutuatario al momento dell’erogazione del credito, né, tantomeno, per tutta la durata del rapporto, salvo ovviamente il caso in cui questi sia inadempiente. Pertanto, secondo un ragionamento logico-deduttivo, ne deriverebbe la seguente considerazione: qualora gli interessi di mora, attinenti alla fase patologica del rapporto, venissero presi in considerazioni ai fini della verifica dell’usura, il mutuatario si troverebbe ad essere incoraggiato a non adempiere.

A tali considerazioni, prettamente giuridiche, se ne aggiunge una di carattere tecnico-matematica: essendo il T.E.G. un indice che si identifica con il costo annuale del contratto, in cui vengono ricompresi tutti gli oneri annuali sostenuti dal mutuatario, non possono essere ricompresi anche gli interessi di mora, i quali non costituiscono dei costi annuali certi, né tantomeno fissi. Tali interessi rientrano nel calcolo del T.E.G. solo nella misura in cui siano stati concretamente addebitati al mutuatario inadempiente, ovverosia in proporzione al numero di giorni di mora. Pertanto, solo nell’ipotesi in cui la mora del mutuatario perduri per tutta la durata del rapporto, i summenzionati interessi potranno incidere sul T.E.G; “[d]iversamente, mano a mano che il mutuatario adempie al pagamento delle rate la possibile incidenza degli interessi moratori sul costo complessivo del contratto diminuisce proporzionalmente, fino a diventare nulla a seguito di estinzione dell’obbligazione di rimorso”.

Nel caso di specie, non essendo stato addebitato alla parte attrice nessun onere a titolo di interessi di mora, il Tribunale di Napoli ha ritenuto che la verifica dell’usurarietà non potesse essere eseguita a priori.

Con riguardo alla penale di estinzione anticipata, l’Organo decidente ha ritenuto applicabili le suesposte considerazioni, relative agli interessi di mora.

Si rileva, altresì, come, nonostante il legislatore abbia conferito rilevanza alla mera promessa di pagamento di costi usurari, tale promessa sia rilevante “solo per quei costi negoziali che certamente saranno corrisposti dal mutuatario […] il cui peso sul costo complessivo dell’operazione è determinabile ab origine”. Pertanto, non rilevano quegli oneri negoziali eventuali – come gli interessi di mora e la penale di estinzione anticipata – per i quali la verifica del superamento del T.U.S. possa essere eseguita solo nel caso in cui vengano concretamente addebitati.

Infine, per quanto concerne al profilo dell’usura soggettiva, il Tribunale di Napoli ha evidenziato come parte attrice non abbia fornito alcun elemento di prova, da cui poter desumere la sussistenza dei relativi presupposti.

 

 

Qui la pronuncia.

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