Anatocismo e usura nel c.d. piano di ammortamento alla francese.



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Nota a Trib. Patti, 18 giugno 2020, n. 329.

di Marzia Luceri

 

 

 

 

Il Tribunale di Patti, con la sentenza oggetto della presente nota, ha dettagliatamente argomentato la logica economica-giudica che sottende il c.d. piano di ammortamento alla francese, al fine di dimostrare come tale modalità di adempimento dell’obbligazione, gravante sul mutuatario, non generi alcun calcolo anatoscistico degli interessi.

Nel caso di specie, gli attori lamentavano il superamento del tasso soglia antiusura da parte degli interessi moratori, pattuiti al momento della stipula del contratto di mutuo fondiario con la Banca convenuta, per effetto della capitalizzazione degli interessi, spese e commissioni previste dal medesimo contratto. Pertanto, domandavano l’accertamento della nullità della pattuizione di interessi usurari ed anatocistici, con conseguente richiesta di gratuità del contratto di mutuo ex art. 1815 c.c. e ripetizione dell’indebito, nonché, in subordine, la rideterminazione dell’ammortamento.

Procedendo ad esaminare la questione nel merito, in primo luogo, il Tribunale di Patti ha precisato che gli interessi convenzionali di mora non sfuggano alla regola generale per cui, se pattuiti a un tasso eccedente quello stabilito dall’art. 2, co. 4, della L. 7 marzo 1996, n. 108, vadano qualificati ipso iure come usurari. Inoltre, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia antiusura, ha valutato non corretta la sommatoria tra interessi corrispettivi e moratori, attesa la loro differente natura e funzione; afferma, pertanto, che i summenzionati tassi di interesse siano alternativi tra di loro.

Quanto asserito, ad avviso dell’Organo giudicante, trova conferma anche nel caso in cui venga predisposto il c.d. piano di ammortamento alla francese: in caso di inadempimento del mutuatario, l’interesse corrispettivo, previsto nella singola rata, «si capitalizza e il mutuante, quando applica sulla rata scaduta comprensiva di capitale e interessi corrispettivi il tasso di mora, richiede il pagamento di tale tasso di mora su un importo divenuto integralmente capitale».

Pertanto, alla luce di quanto suesposto, non configurandosi un’ipotesi di anatocismo e, di conseguenza, di innalzamento del tasso di mora ai fini dell’usura, il Tribunale ha rigettato la domanda attorea.

 

 

 

Qui la pronuncia.

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