Obbligazioni subordinate: profili risarcitori di un’informativa inidonea e decettiva.



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Nota a ACF, 27 febbraio 2020, n. 2285.

di Antonio Zurlo 

 

 

 

 

Con la recente decisione in oggetto, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) riafferma la particolare rilevanza degli oneri informativi, gravanti sull’Intermediario, in caso di obbligazioni subordinate.

Nel caso di specie, si rileva che la scheda prodotto, sottoscritta da parte ricorrente, qualificasse le obbligazioni come “ordinarie”, senza, dunque, fornire alcuna indicazione circa la natura subordinata dei titoli. A tal proposito, l’ACF ha, invero, a più riprese, affermato che l’Intermediario sia tenuto a dimostrare “in concreto” di aver fornito tutte le informazioni dovute, allegando idonee evidenze di aver assolto a tali obblighi d’informazione preventiva in modo completo, corretto e non meramente formale.

In tale prospettiva, è stato, altresì, rilevato che non possa essere bastevole la dichiarazione del cliente di “aver preso visione” della documentazione informativa, nonché di “aver ricevuto l’informativa sui rischi dell’investimento”, essendo, per converso, necessario che l’Intermediario comprovi di aver adempiuto nella loro effettività a tali obblighi, essendo tenuto a fornire al cliente tutte le informazioni necessarie per una congrua valutazione delle caratteristiche dell’operazione, sulla cui base poter compiere consapevoli scelte d’investimento[1].

In casi analoghi a quello oggetto del ricorso de quo, è stata, al contempo, reiteratamente evidenziata l’importanza che l’Intermediario richiami l’attenzione del cliente, al momento dell’investimento, sulle particolari caratteristiche che connotano lo strumento tra cui, per l’appunto, la presenza di una clausola di subordinazione[2].

In ossequio a quanto rilevato, le doglianze di parte attorea devono ritenersi fondate, non potendosi revocare in dubbio il carattere inidoneo e decettivo dell’informativa messa nella disponibilità dei clienti, all’atto dell’investimento, che, come evidenziato, qualificava erroneamente le obbligazioni come ordinarie.

 

 

 

Qui il testo integrale della decisione.


[1] Cfr. ACF, 7 maggio 2018, n. 418; ACF, 28 giugno 2018, n. 579; ACF, 24 luglio 2018, n. 659.

[2] Cfr. ACF, 16 gennaio 2019, n. 1344; ACF, 12 febbraio 2019, n. 1402.

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