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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 9 settembre 2022, n. 26585.

Massima redazionale.

 

Nel caso in esame, la società ricorrente ha posto a sostegno del ricorso una causa di nullità del tutto differente da quella oggetto della domanda introduttiva, non riguardante un elemento costitutivo del contratto di conto corrente bancario, bensì un fatto nuovo e diverso, ovverosia l’esorbitanza dell’interesse complessivamente praticato rispetto al c.d. «indicatore sintetico dei costi».
Ciò posto, il Collegio osserva ugualmente come l’ISC sia un parametro esterno al contratto, sostanzialmente coincidente con il TAEG e avente una funzione puramente informativa per il cliente, in ordine alla cui violazione la legge non contempla, peraltro, alcuna sanzione di nullità.

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