Cessione in blocco: quando l’avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare la titolarità.



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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 28 giugno 2022, n. 20739.

Massima redazionale

 

Con la recentissima ordinanza in oggetto, la Sesta Sezione Civile ha rassegnato alcuni principi di diritto in tema di cessione di credito. Invero, la giurisprudenza di legittimità[1] ha già enunciato il principio di diritto, per cui la parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare del creditore originario, in virtù di un’operazione di cessione in blocco, ex art. 58 TUB, ha anche l’onere di dimostrare l’inclusione del credito medesimo in detta operazione, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, salvo che il resistente non l’abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta. Del pari, è stato affermato[2] che sia sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario la produzione dell’avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale recante l’indicazione per categorie dei rapporti ceduti in blocco, senza che occorra una specifica enumerazione di ciascuno di essi, purché, tuttavia, gli elementi comuni presi in considerazione per la formazione delle singole categorie consentano di individuare “senza incertezze” i rapporti oggetto della cessione.

Nella fattispecie, la Banca aveva stipulato tre cessioni di crediti in blocco con tre soggetti diversi, aventi contenuto perfettamente identico e che erano state tutte pubblicate nella medesima Gazzetta Ufficiale, con la conseguenza che il mutuo oggetto di causa avrebbe ben potuto essere ricompreso in ognuna delle tre cessioni; il decreto impugnato non ha preso alcuna posizione sul preciso rilievo della procedura secondo cui il documento prodotto dalla Banca conteneva esclusivamente un mero elenco indistinto di codici numerici non riferibili ad alcun rapporto bancario in particolare, non indicando minimamente le ragioni per cui potesse applicarsi, nel caso di specie, la succitata giurisprudenza, né, tantomeno, perché avesse ritenuto che non vi fosse incertezza sui rapporti oggetto della cessione.

 

Qui l’ordinanza.

[1] Cfr. Cass. n. 24798/2020; Cass. n. 4116/2016.

[2] Cfr. Cass. n. 15884/2019.

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