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Nota a Trib. Taranto, Sez. I, 7 marzo 2022, n. 556.

Massima redazionale

 

Nel costo totale rientrano gli interessi e tutti gli altri oneri (eccetto le spese notarili) che il cliente – consumatore deve pagare in relazione al contratto creditizio, inclusi anche i costi relativi a servizi accessori connessi con il contratto, «compresi i premi assicurativi, se la conclusione di un contratto avente ad oggetto tali servizi è un requisito per ottenere il credito, o per ottenerlo alle condizioni offerte (art.121 comma 2 del TUB). La Banca d’Italia, in conformità alle delibere del CICR, stabilisce le modalità di calcolo del TAEG, ivi inclusa la specificazione dei casi in cui i costi di cui al comma 2 sono compresi nel costo totale del credito (comma 3).».

Le Istruzioni di Banca d’Italia, dell’agosto 2009, nel definire il trattamento degli oneri e spese da considerare per il calcolo del TEG, al punto C4), prevedevano che il calcolo del tasso dovesse tener conto delle «spese per assicurazioni o garanzie intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito ovvero a tutelare altrimenti i diritti del creditore, se la conclusione del contratto avente ad oggetto il servizio assicurativo è contestuale alla concessione del finanziamento ovvero obbligatoria per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni contrattuali offerte…..»[1].

Nel caso di specie, la finanziaria non aveva incluso, nel costo totale dell’operazione creditizia, i premi assicurativi relativi alle polizze posti a totale carico del consumatore e imputatigli “a monte” nell’importo finanziato. Il meccanismo di addebito, contestuale all’erogazione del prestito, rivela il collegamento genetico e funzionale al finanziamento delle coperture assicurative, predisposte a tutela della Banca mutuante. I costi de quibus, sostenuti dal cliente per accedere al prestito, hanno connotazione “remunerativa”, sia pure indiretta, nella misura in cui sono computati e addebitati nel “montante” da restituire ratealmente e sono programmati in funzione di garantire all’Istituto finanziatore il rimborso delle somme prestate.

Di talché, le spese assicurative, non propriamente “facoltative” (per come strutturate), avrebbero dovuto essere inserite nel computo del TAEG[2]. La divergenza rispetto all’indice riassuntivo espresso in contratto, dovuta all’omesso inserimento di alcune voci obbligatorie, è un’anomalia che incide sugli elementi strutturali del contratto e comporta, consequenzialmente, gli effetti invalidanti delle relative pattuizioni, ai sensi dell’art. 125bis, comma 6, TUB. La sanzione normativa prescrive la rideterminazione del TAEG, ancorata ai tassi sostitutivi ex lege.

 

Qui la sentenza.

[1] Passaggio, invero, ripreso anche nell’aggiornamento del 20.06.2012.

[2] Cfr. Cass. n. 8806/2017; Cass. n. 9298/2018; Cass. n. 22458/2018; Cass. n. 17466/2020.

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