CGUE – Tutela consumeristica nell’ambito di un contratto di mutuo rimborsabile in valuta estera.



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Nota a CGUE, 21 dicembre 2021, C-243/20.

Massima redazionale

 

Con la pronuncia odierna, la Corte di Giustizia ha statuito i seguenti principi di diritto:

1) L’art. 1, par. 2, della Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, sulle clausole abusive nei contratti conclusi con i consumatori deve essere interpretato nel senso che esclude dall’ambito di applicazione della presente direttiva una clausola inserita in un contratto concluso tra un professionista e un consumatore che rispecchi una disposizione legislativa o regolamentare nazionale di natura integrativa, vale a dire applicabile in difetto in assenza di diverso accordo tra le parti, anche se detta clausola non è stata negoziata individualmente.

2) L’art. 1, par. 2, della Direttiva 93/13 deve essere interpretato nel senso che le clausole di cui all’articolo 1, paragrafo 2 sono escluse dall’ambito di applicazione di tale direttiva, anche se tale disposizione non è stata formalmente trasposta nell’ordinamento giuridico ordinanza di uno Stato membro e, in tal caso, i giudici di tale Stato membro non possono ritenere che l’articolo 1, paragrafo 2, sia stato recepito indirettamente nel diritto nazionale mediante il recepimento dell’articolo 3, paragrafo 1, e dell’articolo 4, paragrafo 1 ) di tale direttiva.

3) L’art. 8 della Direttiva 93/13 deve essere interpretato nel senso che esso non osta all’adozione o al mantenimento di disposizioni di diritto nazionale aventi l’effetto di applicare il regime di tutela dei consumatori previsto da tale direttiva alle clausole di cui all’art. 1, par. 2, della stessa.

 

Qui il comunicato stampa.

Qui la sentenza.

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