Sull’eccezione di nullità della fideiussione omnibus in Cassazione.



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Nota a Cass. Civ., Sez. III, 17 novembre 2021, n. 34799.

di Antonio Zurlo

 

Nel caso di specie, i ricorrenti deducevano che la Corte territoriale avrebbe dovuto dichiarare d’ufficio la nullità delle fideiussioni oggetto di controversia, in quanto fedelmente riproducenti lo schema contrattuale predisposto dall’ABI, da sottoscrivere a garanzia delle operazioni bancarie (cc.dd. fideiussioni omnibus) e che, come noto, aveva formato oggetto dell’istruttoria della Banca d’Italia, esitato nel provvedimento n. 55/2005. Sul punto, richiamavano il pronunciamento n. 29810/2017, che ha affermato la nullità, rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado, dei contratti «a valle» di intese concorrenziali «a monte», vietate dall’art. 2 legge antitrust, anche ove sottoscritti anteriormente all’accertamento da parte dell’Autorità preposta alla regolazione o al controllo di quel mercato.

Parte ricorrente evidenziava, inoltre, che, avrebbe dovuto essere ritenuto nullo il contratto di fideiussione recante le clausole di sopravvivenza, di reviviscenza e rinuncia ai termini ex art. 1957 c.c., proprie dello schema elaborato nel 2003 dall’Associazione Banche Italiane. Più nello specifico, rilevavano che:

  • i giudici di merito avrebbero dovuto rilevare d’ufficio il recepimento, nei contratti di fideiussione, delle clausole oggetto di censura da parte dell’Autorità Garante e della Banca d’Italia, esaminando attentamente il testo della fideiussione;
  • per il principio di vicinanza della prova la Banca aveva l’onere di dimostrare che il contratto di fideiussione non presentava i requisiti censurati nel 2005 o che prevedeva altre clausole idonee a compensare o attenuare le criticità segnalate;
  • la nullità, che ne deriva, del contratto di fideiussione travolge anche la deroga dell’art. 1957 c.c.

A giudizio della Terza Sezione il motivo di ricorso è inammissibile. Invero, come a più riprese rilevato dalla stessa giurisprudenza di legittimità, anche con specifico riferimento alla questione posta nel giudizio, la valutazione dell’eccezione di nullità, in sede di legittimità, presuppone che in sede di giudizio di merito siano stati accertati i relativi presupposti di fatto rilevanti nel caso di specie. La nullità può, infatti, essere rilevata di ufficio in ogni stato e grado del giudizio, ma solo laddove siano acquisiti agli atti del giudizio tutti gli elementi di fatto dai quali possa desumersene l’esistenza[1].

Nella specie, non vi è da parte del ricorrente assolvimento dell’onere di cui all’art. 366, comma 1, n. 6 c.p.c. Invero, i fatti posti a base dell’eccezione di nullità del contratto di fideiussione sono stati allegati per la prima volta nel presente giudizio di legittimità e, al contempo, si pretenderebbe di dimostrarli sulla base di documenti allegati al ricorso per cassazione, la cui produzione è, peraltro, inammissibile nella presente sede.

 

Qui l’ordinanza.


[1] V. Cass. n. 4175/2020; Cass. n. 3556/2020; Cass. n. 25273/2020.

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