Sulla competenza territoriale in materia di truffa con bonifico online.



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Nota a Cass. pen., Sez. I, Sent., (ud. 19-10-2021) dep. 04-11-2021, n. 39738.

di Francesco Vantaggiato

 

 

 

 

 

SOMMARIO: 1. Il caso e il conflitto di competenza. – 2. La decisione della Suprema Corte: il locus commissi delicti nella truffa con bonifico online. – 3. La giurisprudenza sul distinguo con i pagamenti “Postepay” o irreversibili.

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1. Il caso e il conflitto di competenza.

La Procura della Repubblica di Trieste citava a giudizio Tizio con l’accusa di truffa contrattuale, ex art. 640 c.p., per avere indotto, con artifici e raggiri, la persona offesa Caio ad acquistare un bar, con induzione in errore circa la redditività dell’attività e circa la sua reale situazione patrimoniale. In tal modo Tizio si sarebbe procurato l’ingiusto profitto, frutto del perfezionamento del contratto, dato dall’incasso del corrispettivo, per complessivi Euro 55.000, pagati in più soluzioni e in parte dopo l’atto traslativo, a mezzo di bonifici bancari online.

Con sentenza dell’11 settembre 2019, il Tribunale Penale di Trieste dichiarava la propria incompetenza per territorio disponendo la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Udine, sostenendo che il luogo di consumazione del reato, per la truffa contrattuale, coincida con quello di stipulazione del contratto, nella fattispecie rientrante nel circondario del Tribunale di Udine.

A seguito del nuovo esercizio dell’azione penale, tuttavia, anche il Tribunale Penale di Udine si dichiarava territorialmente incompetente. Precisamente si identificava il luogo di consumazione del delitto di truffa con quello dell’effettivo conseguimento dell’ingiusto profitto dell’agente, seguendone solo allora il danno alla persona offesa. Siccome nell’occasione la città nella quale erano stati aperti i conti correnti beneficiari degli accrediti era Trieste, il 30 marzo 2021 il Tribunale di Udine sollevava conflitto negativo di competenza.

Nel giudizio di legittimità, tanto le parti quanto il Procuratore Generale chiedevano alla Suprema Corte di dichiarare la competenza del conflitto in favore del Tribunale di Trieste. La I Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione dichiarava ammissibile in rito il conflitto negativo giacché entrambi i Giudici avevano ricusato di prendere cognizione del procedimento penale, a carico dello stesso imputato e in ordine al medesimo fatto di reato, così causando una stasi del procedimento superabile solo mediante una decisione del Supremo Consesso ai sensi dell’art. 32 c.p.p..

 

2. La decisione della Suprema Corte: il locus commissi delicti nella truffa con bonifico online.

La Suprema Corte, Sez. I, nella sentenza n. 39738 (ud. 19-10-2021) dep. 04-11-2021, preliminarmente ricorda che sebbene, sulla competenza territoriale, la determinazione competa al Pubblico Ministero procedente (cfr. Cass. pen., sez. 1, n. 31335 del 23/03/2018), non possono, tuttavia, ignorarsi i dati informativi in atti che consentano di ricavare notizie utili per individuare il luogo di consumazione del reato. Per di più, si consenta di rammentare che in tal genere di giudizio è ben più ampio lo scrutinio della Corte di Cassazione rispetto agli ordinari casi: infatti, come precisato da Cass. pen., Sez. I, 10/10/2013, n. 43899, “la cognizione della Corte di Cassazione sulle questioni di competenza, si esercita mediante la disamina degli atti processuali relativi al giudizio di merito e non incontra né i limiti, né i vincoli propri degli usali poteri di delibazione del giudice di legittimità”.

Ebbene, nel caso di specie, dal fascicolo era ben ricavabile la localizzazione degli atti solutori, dacché i pagamenti erano stati effettuati mediante bonifici bancari online, quindi con disposizioni di prelievo della provvista – da conti correnti accesi dal disponente – eseguite dalla banca incaricata in favore del beneficiario.

Tanto rilevato nella fattispecie concreta, il Supremo Consesso è partito dal presupposto della natura istantanea e di danno del reato di truffa ex art. 640 c.p., il cui perfezionamento è, perciò, dato dal momento e nel luogo in cui alla realizzazione della condotta tipica dell’autore sia seguita la deminutio patrimoni del soggetto passivo (cfr. Cass. pen., SS.UU., n. 1 del 16/12/1998, dep. 1999, Cellamare, Rv. 212079; Cass. pen., Sez. 2, n. 48027 del 20/10/2016, Vallelonga, Rv. 268369). Ciò che rileva, pertanto, è il momento in cui, da un lato, l’autore consegue l’effettiva disponibilità del profitto del reato e, dall’altro lato, il raggirato subisce la definitiva perdita patrimoniale.

Naturale conclusione dei Giudici di legittimità, allora, in adesione a Cass. pen., Sez. F., n. 37400 del 30/08/2016, F., Rv. 268011, è stata quella di ritenere che “in tema di truffa, se il profitto è conseguito mediante un bonifico bancario, il reato si consuma con l’accreditamento della somma di denaro sul conto corrente del destinatario, ne consegue che, ai fini della determinazione della competenza per territorio, occorre fare riferimento all’istituto bancario del luogo in cui il destinatario del bonifico ha aperto il conto corrente”. Di conseguenza, nella vicenda in esame la competenza territoriale si rinviene presso il Tribunale di Trieste, in quanto la parte lesa aveva eseguito il pagamento del prezzo con accredito degli importi versati su conti correnti aperti presso filiali di istituti bancari di quella città.

 

3. La giurisprudenza sul distinguo con i pagamenti “Postepay” o irreversibili.

L’annotata sentenza fornisce l’occasione per fare il punto della situazione circa la diversità delle plurime forme di pagamento online e l’annessa differenza di competenza territoriale per il reato di truffa, in aderenza alla lettera dell’art. 8, primo comma, c.p.p. (“La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato”).

In particolare, nei casi di pagamento con bonifico bancario online non paiono esserci più dubbi in seno alla giurisprudenza di Piazza Cavour, perché si tratta di un atto dispositivo con effetto revocabile e non immediato. Per tali ragioni da anni è confermato il principio secondo cui “la truffa contrattuale realizzata attraverso la vendita di beni “on line”, in cui il pagamento eseguito dalla parte offesa avvenga tramite bonifico bancario con accredito su conto corrente, si consuma nel luogo ove l’agente consegue l’ingiusto profitto tramite la riscossione della somma e non già in quello in cui viene data la disposizione per il pagamento da parte della persona offesa” (così Cass. pen., Sez. II, Sent., 16/11/2017, n. 54948, Rv. 271761; analogamente v. Cass. pen., Sez. I, 01/04/2021, n. 21357; Cass. pen., Sez. II, Sent., 20/10/2016, n. 48027; Cass. pen., Sez. feriale, Sent., 30/08/2016, n. 37400). La giurisprudenza di merito non pare discostarsi dalla cennata tesi in ordine alla competenza del Giudice del luogo in cui è stato attivato il conto beneficiario, o, in mancanza, nel luogo di residenza dell’imputato ex art. 9 c.p.p. (ex multis, Tribunale Nola Sent., 22/07/2019, Dott. R. Muzzica e Tribunale Aosta, Sent., 22/01/2018, Dott. M. Tornatore).

Diversa è, invece, l’ipotesi di pagamento mediante ricarica di una carta di credito di tipo “ricaricabile”, che è più assimilabile alla spedizione in contrassegno.

In tali circostanze il momento consumativo è sì dato dall’acquisizione della somma di denaro da parte dell’autore del reato, ma esso coincide in via immediata e irrevocabile con la spoliazione della provvista in favore del truffatore, a prescindere dalla data di accredito dell’importo sul conto del beneficiario (così, in particolare, Cass. pen., Sez. I, 01/04/2021, n. 21357, che distingue: “Al contrario, se ad essere utilizzato è un sistema di pagamento di tipo telematico, come il bonifico bancario “on line”, non vi è immediata e contestuale coincidenza tra spoliazione per il disponente che lo esegue ed il contestuale arricchimento per il soggetto agente. Infatti, l’autore del bonifico conserva il potere di revocare la disposizione fino quando il beneficiario provvede alla riscossione del denaro presso la sede dell’ufficio bancario o postale dove è stato acceso il conto abbinato alla carta ‘postepay’”). E’, dunque, l’irrevocabilità dell’operazione di pagamento a segnare il confine sia del momento che del luogo di consumazione (cfr. Cass. pen., Sez. II, Sent., 25/10/2016, n. 49321, Rv. 268526; Cass. pen., Sez. II, Sent., 17/07/2020, n. 23781, Rv. 279484-01; Cass. pen., Sez. I, Sent., 22/11/2019, n. 52003, Rv. 277861-01; Cass. pen., Sez. II, Sent., 10/01/2017, n. 14730, Rv. 269429; Cass. pen., Sez. I, Sent., 13/03/2015, n. 25230, Rv. 263962). Il discorso, ovviamente, non muta per analoghe modalità di acquisizione del profitto nel delitto di estorsione, come rammentato da Cass. pen., Sez. I, Sent., 12/09/2017, n. 3836 (Rv. 272291).

Differente, infine, è la regolamentazione della competenza territoriale laddove il reato di truffa sia consumato all’estero. Infatti, nell’ipotesi in cui anche uno solo degli eventi (artifici e raggiri, induzione in errore, atti di disposizione patrimoniale, ingiusto profitto) si sia realizzato nel territorio dello Stato, è comunque competente il Giudice italiano dell’ultimo luogo in cui si è verificato uno dei suddetti fatti, ai sensi degli artt. 6 e 9, comma primo, c.p.p. (Cass. pen., Sez. II, Sent., 01/02/2017, n. 14744, Rv. 269681: nella fattispecie, la Suprema Corte aveva confermato la competenza del Tribunale del luogo in cui la parte offesa aveva effettuato il bonifico, destinato ad un conto corrente aperto su una banca estera).

 

Qui la sentenza.

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