Lexitor o non-Lexitor: la soluzione al dilemma del Tribunale di Genova.



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Nota a Trib. Genova, 12 ottobre 2021, n. 2248 (segnalazione dell’Avv. Federico Comba)

di Antonio Zurlo

 

Con la recentissima sentenza in oggetto, il Tribunale di Genova osserva che le disposizioni legislative nazionali, ove siano di attuazione di direttive comunitarie, come nel caso dell’art. 125sexies TUB, debbano essere interpretate in conformità al diritto unionale, essendo l’obbligo di interpretazione conforme funzionale ad assicurare un’interpretazione e un’applicazione omogenee del diritto comunitario (rectius, unionale) nell’intero territorio dell’Unione Europea. Del pari, non è consentito al giudice nazionale accedere a un’interpretazione del diritto unionale difforme da quella elaborata dalla Corte di Giustizia, che è l’unica autorità giudiziaria deputata a interpretare le norme comunitarie (rectius, unionali), con carattere vincolante per il giudice nazionale, che può e deve applicarla anche ai rapporti giuridici sorti e costituiti prima della sentenza interpretativa. Ciò premesso, la sostanziale continuità di significato tra l’art. 16, par. 1, della Direttiva 2008/48/CE e l’art. 125sexies TUB rende “necessario e doveroso, dal punto di vista dell’interprete italiano, recepire l’interpretazione indicata dalla Corte di Giustizia”[1], segnatamente rinvenibile nella sentenza 11 settembre 2019, C-383/19 (c.d. Lexitor), ove è stato statuito che la riduzione dei costi debba includere tutte le voci a carico del consumatore, con inequivocabile superamento della differenziazione tra oneri up front e recurring.

 

Qui la sentenza.


[1] Cfr. Trib. Torino, Sez. I, 21.03.2020.

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