Servizio d’investimento online e scheda prodotto “linkata”.



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Nota a ACF, 2 settembre 2021, n. 4155.

di Antonio Zurlo

 

Le circostanze di fatto.

Nel caso di specie, parte ricorrente lamentava di non essere stato adeguatamente informato dall’intermediario, all’atto dell’investimento, in ordine alla natura, alle caratteristiche (ivi compresa l’illiquidità) e alla rischiosità dei titoli, essendosi l’intermediario resistente limitato a mettere a disposizione due schede prodotto inidonee (attesa la complessità dei titoli in questione e la qualifica di cliente al dettaglio del ricorrente) ad assicurare una scelta di investimento consapevole. Lo stesso ricorrente deduceva, altresì, che l’intermediario non aveva proceduto alla valutazione di appropriatezza, dal momento che, se tale vaglio fosse stato effettivamente reso, l’investimento sarebbe risultato inappropriato rispetto al profilo emergente dal questionario MiFID.

L’intermediario, costituendosi, chiedeva il rigetto del ricorso, rilevando che il cliente avesse disposto, tramite il servizio di internet banking, in piena autonomia e senza avvalersi di alcun servizio di consulenza, numerose operazioni di investimento su diversi strumenti finanziari, tra cui anche quella avente ad oggetto le obbligazioni oggetto di controverse. Parte resistente sosteneva, altresì, di aver correttamente assolto gli obblighi di informazione, dal momento che, nella schermata di inserimento dell’ordine, tramite la piattaforma di trading on line, era disponibile un link denominato “informativa titolo”, cliccando sul quale il sistema reindirizzava alla scheda prodotto (regolarmente aggiornata, anche in relazione al downgrade del rating e all’andamento al ribasso dei titoli), dove erano presenti tutte le informazioni in ordine ai rischi e alle caratteristiche dell’obbligazione, ivi compresa la sua liquidità. Scheda sempre visualizzabile ed effettivamente visualizzata da parte ricorrente. Da ultimo, l’intermediario sottolineava di aver eseguito la valutazione di appropriatezza (con esito positivo).

La decisione del Collegio.

Il Collegio rileva come, nell’ambito della prestazione di un servizio di investimento di esecuzione di ordini offerto tramite modalità online, l’implementazione di un procedura che renda disponibile, nella schermata di inserimento dell’ordine, un link per l’accesso alla scheda prodotto rappresenti una modalità senz’altro idonea ad assolvere gli obblighi di informazione per consentire, in concreto, una consapevole scelta di investimento, non essendo, d’altro canto astrattamente configurabile (tenuto conto della connotazione del servizio) altro modo di adempimento dell’obbligo de quo. Nello specifico, deve notarsi che l’informativa contenuta nella scheda risultava completa e sufficientemente chiara nel delineare le caratteristiche dello strumento e il grado di rischio ad esso sotteso.

 

Qui la decisione.

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