Ammortamento c.d. “alla francese”: tra anatocismo e indeterminatezza/indeterminabilità dell’oggetto.



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Nota a Trib. Brindisi, 21 maggio 2021.

di Antonio Zurlo

 

È noto che con l’ammortamento c.d. “alla francese” il mutuatario corrisponde alla Banca gli interessi sugli interessi, secondo un fenomeno anatocistico, per cui il tasso di interesse reale applicato risulta più elevato di quello stipulato. Inoltre, la formula de qua risulta sconveniente per il mutuatario che intenda estinguere anticipatamente il mutuo, dal momento che, avendo pagamento inizialmente solo (o, comunque, per la maggior parte) gli interessi, si troverà a estinguere solo il capitale, non potendo, quindi, risparmiare sugli interessi, in forza dell’estinzione anticipata. L’ammortamento c.d. “alla francese” consiste, difatti, in un sistema di pagamento che ribalta il principio per cui gli interessi da pagare sono tanto maggiori quanto maggiore è il periodo temporale di disponibilità della somma mutuata, prevedendo, per contro, che prima si paghino gli interessi e, solo successivamente, il capitale (in sostanza, gli interessi diminuiscono e non aumentano, nel tempo). Ciò concorre a determinare un tasso di interesse effettivo superiore a quello contrattualmente dichiarato. L’applicazione del piano di ammortamento c.d. “alla francese” determina, quindi, l’illegittimità degli interessi percepiti dalla Banca, in esito all’implementazione di un meccanismo anatocistico, violativo dell’art. 1283 c.c. e che rileva la non determinatezza e indeterminabilità dell’oggetto del contratto, ovverosia del costo dell’operazione e del tasso effettivo, con i conseguenti effetti di cui all’art. 1284 c.c. (debenza, da parte del mutuatario del solo tasso di interesse legale).

Questo è quanto stabilito dal Tribunale di Brindisi, con la recente sentenza in oggetto.

 

Qui la pronuncia.  

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