Sull’applicabilità del criterio del c.d. “saldo zero”.



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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 21 gennaio 2021, n. 1077.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Nel caso di specie, la Corte d’Appello di Catania, nel ritenere non provato il credito fatto valere con il ricorso per decreto ingiuntivo, aveva richiamato l’orientamento della giurisprudenza di legittimità, per cui, nei rapporti bancari in conto corrente, dopo che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto debba aver luogo attraverso gli estratti conto a partire dalla data della sua apertura, la cui produzione, posta a carico dell’attore (sia esso la banca o il correntista), consente l’integrale ricostruzione del dare e dell’avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, risultando invece inutilizzabili, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi[1].

È premura della Sesta Sezione evidenziare come tale orientamento sia stato superato da più recenti pronunciamenti, che hanno affermato come l’adempimento meramente parziale dell’onere di produrre gli estratti conto non debba comportare necessariamente il rigetto totale della domanda, riconoscendo, per contro, la possibilità di ricostruire l’andamento del conto anche attraverso il ricorso ad altri mezzi di prova, idonei a fornire indicazioni certe e complete in ordine al saldo maturato all’inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto, oppure mediante la valorizzazione di altri elementi (quali le ammissioni del correntista stesso). È stato, comunque, precisato che, nel caso in cui la domanda sia proposta dalla banca, l’incertezza del saldo iniziale, derivante dalla mancata dimostrazione dell’andamento del conto nel periodo anteriore a quello cui si riferisce il primo estratto prodotto, precluda un’attendibile ricalcolo del saldo finale soltanto in mancanza di elementi idonei a escludere che il saldo iniziale a debito del cliente, riportato nel primo degli estratti conto prodotti, possa convertirsi in un saldo positivo di importo imprecisato[2].

 

 

 

Qui la pronuncia.


[1] Cfr. Cass., Sez. I, 11/06/2018, n. 15148; 13/10/2016, n. 20693; 20/09/2013, n. 21597; 19/09/2013, n. 21466.

[2] Cfr. Cass., Sez. I, 2/05/2019, n. 11543; 4/04/2019, n. 9526.

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