Credito al consumo ed effetti della sentenza “Lexitor”: nulla la clausola contrattuale che esclude il rimborso degli oneri up front



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Trib. Torino, 23/04/2020, n. 1434

di Pierpaolo Verri


Il Tribunale di Torino, con la sentenza del 23 aprile 2020, n. 1434, si è espresso sulla questione relativa all’applicazione dei principi enunciati dalla sentenza c.d. Lexitor, della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, all’interno dell’ordinamento italiano.

IN FATTO 

Dinanzi al giudice di pace veniva instaurato un giudizio avente ad oggetto il ristoro degli oneri non goduti da parte del soggetto finanziato, a seguito dell’estinzione anticipata di un contratto di finanziamento, rimborsabile mediante cessione pro solvendo di quote dello stipendio, stipulato con la banca finanziatrice. 

Il consumatore chiedeva la restituzione di una somma pari alla quota proporzionale degli oneri complessivamente corrisposti e ripetibili per il caso di estinzione anticipata ai sensi dell’art. 125-sexies TUB. A fondamento della domanda deduceva la violazione, da parte dell’istituto di credito, del principio di trasparenza, lamentando l’assenza di una chiara distinzione fra gli oneri up front e gli oneri recurring inseriti nel contratto. Chiedeva, altresì, il rimborso, secondo il noto criterio pro rata temporis, dei premi assicurativi corrisposti per le coperture assicurative obbligatorie.

La banca si costituiva al giudice di pace chiedendo il rigetto delle domande attoree.

Il giudice di pace di Torino, con sentenza del 9.7.2018, accoglieva le richieste di parte attorea, motivando come, nel caso di specie, il contratto non contenesse alcuna distinzione tra i costi recurring, che maturano progressivamente nel corso del contratto e i costi up front, che riguardano adempimenti preliminari alla concessione del prestito. Ciò in violazione dei principi di trasparenza e buona fede richiamati a più riprese nelle circolari della Banca d’Italia. Sulla base di tale motivazione, riteneva che le commissioni non godute dovessero essere restituite, applicando il criterio di rimborso pro rata temporis, ciò anche con riferimento al premio assicurativo.

L’istituto di credito proponeva appello, contestando la sentenza nella parte in cui ha ritenuto che il contratto non distinguesse tra oneri up front e recurring e nella parte in cui ha ritenuto che i premi assicurativi non goduti dovessero essere rimborsati dalla banca, secondo il criterio pro rata temporis.

NEL MERITO

Il giudice, chiamato a pronunciarsi nel giudizio di appello, rileva come la specialità della causa risieda nel fatto che, in corso del giudizio, sia sopravvenuta la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea 11.9.2019 (C-383/18), c.d. Lexitor[1]. Con questa nota pronuncia, la CGUE ha interpretato l’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, precisando che questa norma, in relazione ai contratti di credito ai consumatori, deve essere intesa nel senso che “il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore”.

Una prima applicazione di tale interpretazione nell’ordinamento nazionale, invero, si è già avuta con la pronuncia del Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario n. 2625 del 11.12.2019, che ha ritenuto applicabile l’interpretazione della CGUE all’art. 125 sexies del TUB, che integra la esatta e completa attuazione dell’art. 16 della menzionata Direttiva[2]. Per tale motivo, l’Arbitro ha osservato, in quell’occasione, come l’art. 125 sexies TUB debba essere interpretato nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, compresi i costi up front.

Sulla scia di questa ricostruzione giurisprudenziale, si pone la sentenza del Tribunale di Torino in commento. La pronuncia, infatti, si uniforma alla lettura della CGUE, riconoscendo come la sentenza Lexitor risulti vincolante nei confronti del giudice italiano. Ciò poiché l’art. 125 sexies del TUB costituisce una fedele trasposizione della Direttiva 2008/47/CE e non può che interpretarsi, pertanto, in conformità a quest’ultima (argomento, peraltro, parimenti richiamato dal Collegio di Coordinamento dell’ABF nella menzionata decisione dell’11.12.2019).

Prendendo atto della modifica del quadro interpretativo e del fatto che tale cambiamento non possa essere disatteso, stante l’obbligo di interpretazione conforme, il giudice, nel caso di specie, perviene alla pronuncia di nullità della parte del contratto di finanziamento, nella parte in cui, in caso di estinzione anticipata, limita il rimborso dei “costi dovuti per la vita residua del contratto” escludendo gli oneri up front. La nullità di tale clausola discende violazione dell’art. 125 sexies TUB, alla luce della nuova lettura fornita dalla CGUE.

Infine, il tribunale torinese ritiene l’istituto di credito legittimato passivo anche con riferimento alla restituzione degli oneri assicurativi presenti nel contratto. Osserva il giudice, nello specifico, come tali spese rientrino a pieno titolo nel costo totale del credito ai sensi dell’art. 121 lett. g) TUB e la circostanza che si tratti di spese pertinenti a un’attività preparatoria (up front) alla conclusione del contratto, esauritasi con l’emissione della polizza, non consente di esonerarle dal calcolo del diritto alla riduzione, poiché a ciò osta l’art. 125 sexies TUB interpretato in conformità all’art. 16 par. 1 dir. 2008/48.

Qui il testo della pronuncia: Trib. Torino, 23/04/2020, n. 1434 (in ilcaso.it


[1] Cfr. CGUE, n. C-383/18, già annotata in questa Rivista, con commento di P. Verri, Corte di giustizia UE: il consumatore ha diritto al rimborso di tutti i costi in caso di estinzione anticipata del credito.

[2] Cfr. ABF, Coll. Coord., 11 dicembre 2019, n. 2625, già annotata in questa Rivista, con commento di P. Verri, Collegio di Coordinamento ABF: il consumatore ha diritto al rimborso delle componenti del costo totale del credito, compresi i costi up front.

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