Corte di giustizia UE: il consumatore ha diritto al rimborso di tutti i costi in caso di estinzione anticipata del credito



di Pierpaolo Verri


La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è espressa sull’interpretazione dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE del Consiglio.

La controversia trae origine dalla conclusione di tre contratti di credito al consumo tra un consumatore ai sensi dell’art. 3 lettera a), della direttiva 2008/48 e tre istituti bancari. Ciascuno dei contratti di credito prevedeva il versamento all’istituto bancario interessato di una commissione il cui importo non dipendeva dalla durata del contratto stesso. Trattasi dei c.d. costi up front, ovvero relativi ad attività preliminari alla concessione del credito. Sul punto, il giudice del rinvio si è interrogato se il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato di quest’ultimo, contemplato all’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48, debba riguardare anche i costi indipendenti dalla durata del contratto. 

Nella propria argomentazione, la Corte di giustizia giunge ad un importante approdo, statuendo che l’effettività del diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito risulterebbe sminuita qualora la riduzione del credito potesse limitarsi alla presa in considerazione dei soli costi c.d. recurring, ovvero dipendenti dalla durata del contratto. Ciò poiché, prosegue la Corte, i costi e la loro ripartizione sono determinati unilateralmente dalla banca e la fatturazione dei costi può includere un certo margine di profitto.


Richiamando il giudice del rinvio, la Corte ha inoltre precisato che limitare la possibilità di riduzione del costo totale del credito ai soli costi recurring, pertanto espressamente correlati alla durata del contratto, comporterebbe il rischio che il consumatore si veda imporre oneri up front più elevati al momento della conclusione del contratto di credito, poiché il soggetto concedente il credito potrebbe essere tentato di ridurre al minimo i costi dipendenti dalla durata del contratto.

Alla luce degli argomenti esposti in motivazione, la Corte ha dichiarato che “L’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori che abroga la direttiva 87/102/CEE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore”.

Questo il testo integrale della pronuncia: C-383/18

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