Responsabilità dell’intermediario per carenze informative.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 27 aprile 2020, n. 8212.

di Donato Giovenzana

 

Con l’ordinanza in oggetto, la Prima Sezione Civile ha respinto il ricorso della Banca avverso la decisione della Corte d’Appello di Firenze, che aveva disposto la risoluzione per inadempimento di due contratti di acquisto di obbligazioni sud americane (Argentina), stipulato il primo nel 1997 e il secondo nel 2000, in quanto:

  • è circostanza del tutto irrilevante quella per cui uno dei clienti fosse dipendente di banca, posto che tale qualifica non implica una particolare conoscenza del mercato e dei prodotti finanziari, né, tantomeno, l’esperienza dei clienti poteva fondarsi sul pregresso acquisto del medesimo titolo nel 1997;
  • non può farsi discendere dal successivo acquisto delle obbligazioni argentine, avvenuto diversi anni dopo la prima operazione, la mancanza di gravità dell’inadempimento, ex art. 1455 c.c., in relazione al primo negozio, a fronte della accertata violazione degli obblighi di informazione e di valutazione di adeguatezza dell’operazione rispetto al profilo ed agli obiettivi degli investitori;
  • non può inferirsi la non scarsa importanza dell’inadempimento dell’intermediario dal solo fatto che il cliente abbia nuovamente acquistato obbligazioni argentine a distanza di alcuni anni;
  • la successiva condotta dei clienti non appare, dunque, in alcun modo idonea ad incidere retrospettivamente sulla valutazione del comportamento tenuto dalla banca e sulla gravità del suo pacifico inadempimento, consistito nella violazione del dovere di informazione in capo alla banca che ha, in ogni caso, omesso di dare un’informazione completa sul prodotto finanziario e di valutarne l’adeguatezza rispetto al profilo dei clienti.

 

 

 

Qui il testo dell’ordinanza.

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