Risarcimento del danno per omessa vigilanza sul risparmio



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Nota a Cass. Civ., Sez. Un., 5 marzo 2020, n. 6324.

di Donato Giovenzana.

 

Le Sezioni unite, alla “problematica” se l’omesso esercizio di poteri di vigilanza a tutela del mercato e degli investitori, da parte di Consob e della Banca d’Italia nei rispettivi ambiti di competenza,  conseguiva il diritto dell’azionista di “utilizzare” il diritto amministrativo oppure quello ordinario, in virtù della considerazione che detto comportamento omissivo trova riscontro nel risarcimento del danno, ex art. 2043 c.c., anzichè  dell’interesse legittimo, hanno espresso il seguente principio di diritto:

sulle domande proposte dagli investitori e azionisti nei confronti delle autorità di vigilanza (Banca d’Italia e Consob) per i danni conseguenti alla mancata, inadeguata o ritardata vigilanza nei confronti delle banche e intermediari, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario non venendo in rilievo la contestazione di poteri amministrativi, ma di comportamenti doverosi a loro favore che non investono scelte e atti autoritativi, essendo queste autorità tenute a rispondere delle conseguenze della violazione dei canoni comportamentali della diligenza, prudenza e perizia, nonché delle norme di legge e regolamentari relativi al corretto svolgimento dell’attività di vigilanza, quale espressione del principio generale del neminem ledere”.

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