Interessi di mora e superamento del tasso soglia



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Trib. Sondrio, Sentenza n. 456 del 02.11.2017

di Michael Lecci

Il Tribunale di Sondrio affronta la dibattuta questione inerente il superamento del tasso soglia con riferimento agli interessi di mora.

Preliminarmente i giudici non condividono la contestazione della ricorrente nella parte in cui afferma che l’utilizzo di un piano di ammortamento alla francese comporti l’applicazione di interessi anatocistici. Il sistema “alla francese”, infatti, nella fase fisiologica, non implica alcun effetto anatocistico in quanto l’interesse corrispettivo è calcolato solo in relazione al capitale e non anche agli interessi corrispettivi delle rate precedenti, che rimangono separati dal capitale, il quale unico è produttivo di interessi. Contrariamente, nella (eventuale) fase fisiologica, è inevitabile il verificarsi di un fenomeno anatocistico dal momento che la mora viene applicata all’intera rata, comprensiva della quota capitale e degli interessi corrispettivi.

Fatta questa premessa i giudici aderiscono all’orientamento giurisprudenziale maggioritario secondo cui il tasso soglia riguarda anche gli interessi moratori, “essendo tale interpretazione senz’altro più conforme al dettato normativo (art. 1, comma 1 del D.L. 394/2000) e a contrario non ravvisandosi ragioni per la loro esclusione. L’accertamento del superamento del tasso soglia pertanto deve essere svolto valutando ciascuna tipologia di interessi separatamente, non già sommando gli interessi corrispettivi agli interessi moratori”. La ragione della distinzione va ricollegata alla diversa natura dei primi rispetto ai secondi: gli interessi corrispettivi costituiscono “i frutti civili derivanti dal costo fisiologico del prestito del denaro, gli interessi di mora, invece, del tutto eventuale, intervengono nella fase patologica del rapporto, nei casi di ritardo nell’adempimento e pertanto rivestono una funzione tipicamente sanzionatoria”. Invero, in tal caso, gli interessi di mora si sostituiscono agli interessi corrispettivi pertanto “in alcun modo il superamento del tasso soglia potrebbe essere accertato con riferimento alla sommatoria delle due tipologie di interessi, poiché in tal modo si verrebbe a creare un tasso di interesse nuovo e diverso rispetto a quello pattuito“.

Quanto alle conseguenze i giudici, nel caso di specie, hanno ritenuto che “l’accertato superamento dell’usurarietà dell’interesse moratorio” determini la nullità parziale del contratto ex art. 1419 c.c. limitatamente agli interessi moratori, che devono ritenersi non dovuti. In nessun caso essa potrà estendersi all’intero contratto né potrà essere idonea a determinare automaticamente la nullità anche degli interessi corrispettivi, qualora questi siano sempre stati al di sotto della soglia usura, sia al momento della pattuizione che nel corso del rapporto.

Qui la sentenza: Tribunale-di-Sondrio-02-Novembre-2017-n.456

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