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Rivista di Diritto del Risparmio

 

Profili processuali della nullità di protezione nei contratti bancari: riflessi sull’onere della prova nei giudizi di ripetizione d’indebito oggettivo[*]

 

di Gloria NATICCHIONI[**]

 

 

 

 

 

 

 

This contribution deals with the issue of the burden of filing the banking contract in judgments for the recovery of objective undue payments initiated by the customer. In particular, the orientation expressed in 2018 by the United Sections on the validity of single-signature contracts (financial, but also banking) suggests a rethinking of the traditional jurisprudential orientation inclined to require the account holder to deposit the contract, on the basis of the application of the more general guideline according to which even in cases of negative assessment, the burden of proof rests with the plaintiff. The Court of Cassation, has already reduced the extension of this orientation, excluding it for the cases in which the bank customer/claimant attaches the verbis tantum conclusion of the contract. This contribution, inspired by an order of June 2022 of the Supreme Court on the subject of differences in the banking contractual nullity regime before and after the Consolidated Law on banking, aims to show how, starting from the “functional” perspective of the written form of banking contracts, it must always consider the burden of production of the contract incumbent on the bank.

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Rivista di Diritto del Risparmio

Gennaio – Fascicolo 1/2023

 

Abstract.

Questo contributo affronta il tema dell’onere di deposito del contratto bancario nei giudizi di ripetizione d’indebito oggettivo azionati dal cliente. In particolare, l’orientamento espresso nel 2018 dalle Sezioni Unite sulla validità contratti monofirma (finanziari, ma anche bancari) suggerisce un ripensamento del tradizionale orientamento giurisprudenziale incline ad imporre al correntista il deposito del contratto, sulla base dell’applicazione del più generale indirizzo secondo il quale anche nelle cause di accertamento negativo, l’onere della prova incombe sull’attore. La Corte di cassazione, ha già ridimensionato l’estensione di questo orientamento, escludendolo per le ipotesi in cui il cliente bancario/attore, alleghi la conclusione “verbis tantum” del contratto. Il presente contributo, prendendo spunto da un’ordinanza del giugno 2022 della Suprema Corte in tema di differenze nel regime di nullità contrattuale bancaria ante e post T.U.B., si prefigge di mostrare come, muovendo dalla prospettiva “funzionale” della forma scritta dei contratti bancari, debba ritenersi sempre incombente sulla banca l’onere di produzione del contratto.

 

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[*] Contributo approvato dai referee

[**] Avvocata del Foro di Roma, specializzata in materie di diritto civile e commerciale, in procedure di natura imprenditoriale, bancaria, giuslavoristica, appaltistica, privata e pubblica.

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