Ripartizione dell’onere probatorio e azzeramento del saldo iniziale.



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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 15 luglio 2022, n. 22402.

Massima redazionale

 

La Sesta Sezione Civile, con la recente ordinanza in oggetto, senza soluzione di continuità con l’insegnamento dipanatosi a margine delle azioni di accertamento negativo del credito, in cui il convenuto svolga domanda riconvenzionale, ha enunciato, con riferimento al contenzioso in materia bancaria originato dalla nullità di talune clausole regolanti i rapporti con la clientela, il principio per cui «nei rapporti bancari di conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici a carico del correntista e si riscontri la mancanza di una parte degli estratti conto, il primo dei quali rechi un saldo iniziale a debito del cliente, la proposizione di contrapposte domande da parte della banca e del correntista implica che ciascuna delle parti sia onerata della prova della propria pretesa. Ne deriva che, in assenza di elementi di prova che consentano di accertare il saldo nel periodo non documentato, ed in mancanza di allegazioni delle parti che permettano di ritenere pacifica l’esistenza, in quell’arco di tempo, di un credito o di un debito di un certo importo, deve procedersi alla determinazione del rapporto di dare e avere, con riguardo al periodo successivo, documentato dagli estratti conto, procedendosi all’azzeramento del saldo iniziale del primo di essi»[1].

 

[1] Cfr. Cass. Civ., Sez. I, 29.10.2020, n. 23852.

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