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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 4 aprile 2022, n. 10776.

Massima redazionale

 

Nella specie, la Sesta Sezione Civile, nel ritenere manifestamente infondato uno dei motivi del ricorso (segnatamente, nella parte in cui si sosteneva che le mancate diffide al rientro da parte dell’Istituto di credito al correntista, al cospetto dei sistematici sconfinamenti, oltre alla mancato recesso dal conto e/o mancata segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, avrebbero dovuto costituire espressione di un consenso a un affidamento di fatti per un importo più elevato), riafferma il principio per cui l’inerzia della Banca, di fronte ai ripetuti sconfinamenti, non può essere intesa come implicita autorizzazione all’innalzamento del limite dell’apertura di credito, costituendo piuttosto un atteggiamento di mera tolleranza, in attesa del corretto adempimento da parte del correntista dell’obbligo di rientrare dall’esposizione non autorizzata[1] .

 

Qui l’ordinanza. 

[1] Cfr. Cass. n. 29317/2020.