Responsabilità della banca in tema di “utilizzo” di strumenti finanziari derivati, senza adempimento degli adeguati obblighi informativi.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 11 novembre 2021, n. 33595.

di Donato Giovenzana

 

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso avanzato dalla Banca e confermato la sentenza impugnata, secondo cui

-) lo strumento finanziario impiegato, apparentemente caratterizzato da una finalità di copertura della variazione dei tassi di interesse sull’esposizione debitoria della società cliente “assolveva, di fatto, a una funzione di tipo speculativo”, dal momento che il nozionale concordato tra le parti, per l’importo di 3.000.000 di euro, eccedeva considerevolmente l’entità dell’esposizione, inferiore ai 600.000 eurotanto più che il tasso strike era stato fissato al 5,70%, in un momento in cui l’Euribor a tre mesi era pari al 5%, di guisa che, come accertato dal consulente tecnico d’ufficio nominato in primo grado, solo il range compreso tra il 4,60% ed il 5,70% generava in capo alla società differenziali positivi, ed era dunque in definitiva “assai remota la possibilità per il cliente di beneficiare di differenziali positivi”;

-) l’operazione era inadeguata ai sensi dell’articolo 40 del regolamento Consob numero 16190 del 2007, sia perché l’operazione non corrispondeva agli obiettivi di investimento del cliente, se non in minima parte, sia perché il cliente non risultava essere in grado di sopportare il rischio connesso all’investimento, sia perché lo stesso cliente non possedeva la necessaria esperienza e conoscenza per comprendere i rischi dell’operazione;

-) del tutto infondata risultava l’affermazione della banca che l’operatore fosse da ritenersi professionalmente qualificato in quanto analoghe operazioni in derivati erano state effettuate dal legale rappresentante della società, attraverso altre società a lui riconducibili, come documentato dal contratto quadro e dal relativo documento informativo, sicché sussisteva in capo alla cliente, quale «operatore sostanzialmente qualificato», l’effettiva consapevolezza, per pregressa competenza specifica ed esperienza diretta in materia di analoghi contratti, dei rischi e benefici connessi all’operazione;

-) che l’intermediario finanziario era venuto meno ai propri obblighi informativi, non essendo a tal fine sufficiente la consegna al cliente del contratto quadro e del documento informativo sugli strumenti finanziari derivati OTC, ed occorrendo invece una dettagliata e puntuale informazione sul rischio, sull’effetto leva, sulla liquidità del prodotto e la volatilità del prezzo.

 

Qui l’ordinanza.

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