Trading online e disservizi della piattaforma: onere della prova a carico del cliente-investitore.



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Nota a ACF, 5 agosto 2021, n. 4108.

di Antonio Zurlo

 

Nella specie, parte ricorrente lamentava che alcuni specifici disservizi fossero alla base del ritardo nell’esecuzione di alcune operazioni di compravendita di obbligazioni e, quindi, del conseguente danno subito. Il Collegio, con riferimento a fattispecie non dissimili da quella oggetto di ricorso, ha già avuto modo di evidenziare che l’Intermediario sia tenuto a predisporre adeguate procedure e risorse per far fronte ad eventuali “cadute” (anche solo temporanee) dei propri sistemi di trading online, dovendosi dotare, in tal senso, di strumenti alternativi, efficienti e strutturati, che consentano alla clientela di comunque proseguire, senza apprezzabili disservizi, l’operatività di loro interesse[1].

Nel caso di specie, non pare dubbio che disservizi in termini di continuità operativa si siano effettivamente registrati nel periodo di riferimento, non avendo parte resistente prodotto idonee evidenze di segno contrario. Pur tuttavia, per quanto le doglianze del ricorrente si appalesino fondate, le evidenze agli atti non consentono di poter ritenere sufficientemente dimostrato che i lamentati disservizi abbiano effettivamente causato disfunzioni nell’esecuzione degli ordini e una conseguente perdita di specifiche occasioni di affari per il cliente, nei termini prospettati nel ricorso. Invero, più nello specifico, le segnalazioni via email prodotte da parte ricorrente, oltre a essere riferite a un periodo successivo alle operazioni contestate, hanno a oggetto richieste di assistenza per la risoluzione di problemi tecnici riscontrati dal cliente nell’ambito del tentativo di utilizzare l’apposita app, senza far riferimento a specifiche operazioni riconducibili a quelle citate nel ricorso. Peraltro, dalla documentazione versata in atti, è dato evincersi come il lamentato malfunzionamento non si sia comunque protratto per l’intera giornata e non sia stato tale da inibire del tutto l’operatività. In conclusione, il ricorrente non ha fornito idonea prova del necessario nesso di causalità tra i denunciati disservizi e il danno asseritamente subito.

 

Qui la decisione.


[1] Cfr ACF, 12 febbraio 2019, n. 1416; ACF, 23 aprile 2019, n. 1557.

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