Della configurabilità della clausola risolutiva espressa in relazione al contratto di mutuo.



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Nota a Cass. Civ., Sez. II, 11 agosto 2021, n. 22725.

di Donato Giovenzana

 

La Suprema Corte, precisato che:

  • per la configurabilità della clausola risolutiva espressa, le parti devono aver previsto la risoluzione di diritto del contratto per effetto dell’inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate, costituendo una clausola di stile quella redatta con generico riferimento alla violazione di tutte le obbligazioni contenute nel contratto;
  • la stipulazione di una clausola risolutiva espressa non significa che il contratto possa essere risolto solo nei casi espressamente previsti dalle parti poiché rimane fermo il principio per cui ogni inadempimento di non scarsa rilevanza può giustificare la risoluzione del contratto; per i casi previsti dalle parti nella clausola risolutiva espressa, però, la gravità dell’inadempimento non deve essere valutata dal giudice;
  • in presenza di una clausola risolutiva espressa, è sufficiente, giusto il disposto dell’art. 1456 c.p.c., comma 2, che la parte interessata comunichi all’altra parte che intende avvalersi della clausola perché si verifichi la risoluzione di diritto;
  • nel caso di specie, la corte di merito ha errato nell’applicazione dei principi di diritto affermati in sede di legittimità, in quanto ha ritenuto che fosse clausola di stile quella che, con riferimento alla clausola risolutiva espressa, prevista dall’all’art. 7, del contratto, prevedeva che ” qualora il mutuo sia stato concesso sulla base di dichiarazioni non veritiere e/o omissive e/o nel caso di mancato rispetto di quanto previsto nella domanda di concessione… il relativo contratto è risolto in qualsiasi momento“,

ha cassato con rinvio la sentenza impugnata, con la precisazione del seguente principio di diritto:

Per la configurabilità della clausola risolutiva espressa, le parti devono aver previsto la risoluzione di diritto del contratto per effetto dell’inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate nel contratto o in altro atto o documento alle quali le parti abbiano fatto espresso riferimento, come la dichiarazione di essere nelle condizioni di fruire del mutuo a tasso agevolato o a quelle previste nella domanda di concessione“.

 

Qui l’ordinanza.

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