Cessione in blocco: l’insufficienza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dell’indicazione sommaria dei crediti ceduti.



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Cass. Civ., Sez. VI, 13 maggio 2021, n. 12739.

di Antonio Zurlo

 

 

 

 

Parte ricorrente denunziava la violazione e falsa applicazione degli artt. 111, 113 e 115 c.p.c., avendo la Corte d’Appello errato nel ritenere non dimostrata la propria titolarità del credito per cui era causa, in quanto tale prova era, per contro, costituita dalla pubblicazione della cessione in blocco dei crediti in Gazzetta Ufficiale, della quale era stata fatta menzione nell’atto di riassunzione, assumendo, pertanto, non essere necessaria l’allegazione di ulteriore documentazione.

La Sesta Sezione Civile giudica infondato il ricorso. Nello specifico, il Collegio osserva preliminarmente come, secondo un orientamento consolidato, il successore a titolo particolare nel diritto controverso sia legittimato a impugnare la sentenza resa nei confronti del proprio dante causa, allegando il titolo che gli consenta di sostituire quest’ultimo, essendo a tal fine sufficiente la specifica indicazione di tale atto nell’intestazione dell’impugnazione qualora il titolo sia di natura pubblica e, quindi, di contenuto accertabile, e sia rimasto del tutto incontestato o non idoneamente contestato dalla controparte[1].

Secondo altro orientamento, che specifica quello suddetto, la parte, che agisca affermandosi successore a titolo particolare del creditore originario, in virtù di un’operazione di cessione in blocco secondo la speciale disciplina di cui all’art. 58 TUB, ha anche l’onere di dimostrare l’inclusione del credito medesimo in detta operazione, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale, salvo che il resistente non l’abbia esplicitamente o implicitamente riconosciuta[2]. Sussiste un ulteriore orientamento “intermedio”, a tenore del quale, in tema di cessione in blocco dei crediti da parte di una banca, sempre ai sensi del summenzionato art. 58 TUB, è sufficiente, a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario, la produzione dell’avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, recante l’indicazione per categorie dei rapporti ceduti in blocco, senza che occorra una specifica enumerazione di ciascuno di essi, allorché gli elementi comuni presi in considerazione per la formazione delle singole categorie consentano di individuare senza incertezze i rapporti oggetto della cessione[3].

Nel caso di specie parte ricorrente ha indicato, nell’atto di riassunzione del giudizio, i dati dell’atto di cessione, evidenziandone l’avvenuta pubblicazione, ai sensi dell’art. 58 TUB, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Parte controricorrente aveva contestato la legittimazione processuale della ricorrente, ritenendo che la mera indicazione dei dati dell’atto di cessione in blocco dei crediti, a norma del citato art. 58 TUB, come riportati nella G.U., non fosse prova idonea della cessione dello specifico credito, non essendo stato prodotto l’atto di cessione. Tale assunto deve essere condiviso in quanto, la controricorrente ha espressamente contestato che la cessionaria fosse la titolare del credito oggetto del decreto ingiuntivo opposto, attesa l’inidoneità dell’avviso di pubblicazione della cessione in blocco nella G.U. Invero, come rassegnato, la mera indicazione dei dati della cessione in blocco, come riportati nella G.U., non consente di verificare se il credito per cui è causa sia incluso nella stessa cessione, non avendo la ricorrente prodotto l’atto di cui all’art. 58 TUB. Né, tantomeno, si perviene a una diversa conclusione aderendo al riportato orientamento interpretativo “intermedio”, poiché non è stata provata la produzione dell’avviso di pubblicazione sulla G.U., recante l’indicazione per categorie dei rapporti ceduti in blocco, in modo da poter individuare senza incertezze i rapporti oggetto della cessione. Ne discende l’inapplicabilità, nel caso concreto, della giurisprudenza di legittimità invocata dalla ricorrente – cessionaria che, per quanto esposto, ritiene sufficiente, ai fini della prova della titolarità del credito ceduto in blocco, l’indicazione dei dati della cessione nella G.U. solo se quest’ultima non sia stata contestata (come, per contro, accaduto nella fattispecie).

 

 

Qui l’ordinanza.


[1] Così Cass. 11.04.2017, n. 9250; Cass. n. 17470/2013; Cass. n. 8975/2020.

[2] Cass. n. 4116/2016; Cass. n. 24798/2020.

[3] Cass. n. 31188/2017.

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