Sul termine prescrizionale di assegno circolare.



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Nota a ABF, Collegio di Palermo, 15 giugno 2020, n. 10644.

di Donato Giovenzana

 

La controversia verte sulla questione dell’accertamento della responsabilità dell’intermediario resistente per non aver inoltrato alla Consap (Concessionaria Servizi Rapporti Assicurativi Pubblici, competente anche per la gestione dei c.d. Rapporti Dormienti), la domanda del ricorrente, presentata presso la filiale della banca resistente in data 17.06.2014, tesa ad ottenere il rimborso della provvista di un assegno circolare, di importo pari ad euro € 30.987,43, emesso in data 4.07.2003 da un diverso intermediario, poi assorbito da quello resistente, non incassato dal beneficiario e dunque riversato al MEF ai sensi dell’art. 1, commi 343 e 345-ter, L. 23.12.2005, n. 366 (cfr. il citato comma 345-ter: “Gli importi degli assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione del relativo diritto, di cui all’articolo 84, secondo comma, del regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736, entro il 31 marzo di ogni anno sono comunicati dagli istituti emittenti al Ministero dell’economia e delle finanze e versati al fondo di cui al comma 343, entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello in cui scade il termine di prescrizione. Resta impregiudicato nei confronti del fondo il diritto del richiedente l’emissione dell’assegno circolare non riscosso alla restituzione del relativo importo”).

Per il che in data 04.07.2003 veniva emesso l’assegno circolare per cui è causa, che non veniva però incassato dal beneficiario. Successivamente il ricorrente apprendeva che la relativa provvista era stata devoluta al Fondo Depositi Dormienti gestito da Consap; e in data 17.06.2014 sottoscriveva, presso i locali della resistente, una domanda di rimborso della provvista, da inoltrarsi presso la predetta Consap da parte della stessa Banca resistente. Tuttavia, in data 08.10.2018, il ricorrente veniva a sapere che parte resistente non aveva mai inoltrato a Consap la richiesta sottoscritta più di quattro anni prima, in quanto la stessa aveva ritenuto che il diritto ad ottenere il rimborso fosse, già allora, irrimediabilmente prescritto.

Tanto precisato, secondo il prevalente orientamento della giurisprudenza di legittimità, “la richiesta di emissione di un assegno circolare instaura, tra richiedente e banca, un rapporto di natura contrattuale, assimilabile al mandato; tale qualificazione si estende oltre la formale emissione del titolo, ed investe anche la successiva fase del pagamento” (cfr. Cass. 8 agosto 2003, n. 11961). Prendendo le mosse da tale orientamento, i Collegi territoriali hanno ritenuto sussistente una responsabilità contrattuale in capo all’intermediario che non abbia informato il cliente, richiedente l’emissione del titolo, della devoluzione della corrispondente somma al Fondo, precisando che, in tale ipotesi, la banca trattiene – senza giustificazione causale – la somma di denaro di cui al titolo emesso per creare la provvista necessaria per il versamento presso il Fondo gestito da Consap (cfr. Coll. Roma, n. 6514/2017).

Con riferimento, poi, alla prescrizione del diritto dell’ordinante ad ottenere il rimborso della provvista del titolo emesso su sua richiesta, la giurisprudenza di legittimità ha precisato che il relativo termine ordinario decennale decorre dallo spirare del termine triennale previsto per l’esercizio dell’azione cartolare da parte del beneficiario dell’assegno (in questo sento cfr. Cass. 5889/2018 e più di recente Cass. 11387/2019).

Ciò posto e nel caso di specie, il diritto ad ottenere il rimborso della provvista dell’assegno per cui è causa, emesso il 04.07.2003, alla stregua di quanto affermato dalla giurisprudenza da ultimo richiamata, si sarebbe prescritto in data 05.07.2016Dunque, la domanda di parte ricorrente, inoltrata alla filiale dell’intermediario resistente in data 17.06.2014 e volta ad ottenere il rimborso della provvista del titolo controverso, doveva a quella data considerarsi tempestiva. In definitiva, il mancato invio della richiesta sottoscritta da parte ricorrente a Consap, circostanza peraltro incontestata tra le parti, non può non aver esplicato efficacia causale rispetto all’omessa interruzione del termine prescrizionale “lungo”, definitivamente decorso il 05.07.2016. Ne discende, la responsabilità dell’intermediario resistente in ordine alla prescrizione del diritto del ricorrente ad ottenere il rimborso, da parte di Consap, della somma di euro 30.987,43.

Quanto, infine, alla responsabilità concorrente del cliente, ex art. 1227 c.c., allegata dalla resistente assumendo che il ricorrente si sarebbe attivato con inescusabile ritardo, si osserva in contrario come dagli atti del procedimento emerga che solo in data 18.10.2018 l’intermediario resistente comunicava al cliente di non avere inviato la richiesta a Consap, allorquando cioè il cliente non avrebbe comunque potuto più attivarsi neppure per ottenere da Consap il rimborso a lui spettante.

Alla luce di tutte le superiori argomentazioni, il ricorso merita pertanto accoglimento con conseguente condanna di parte resistente al rimborso dell’importo facciale del titolo controverso.

 

 

Qui la decisione.

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