Sulla discrezionalità dell’intermediario nella concessione dei finanziamenti.



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Nota a ABF, Collegio di Roma, 8 gennaio 2021, n. 484.

di Marzia Luceri

 

 

 

 

Parte ricorrente lamenta l’illegittimità del rifiuto opposto alla richiesta di concessione di affidamento in conto corrente da parte dell’intermediario resistente.

Sul punto, il Collegio rappresenta come, secondo suo consolidato orientamento, nell’ambito della propria autonomia gestionale, “la banca decida di non accettare una richiesta di finanziamento, è necessario che essa fornisca riscontro con sollecitudine al cliente; nell’occasione, anche al fine di salvaguardare la relazione col cliente, andrà verificata la possibilità di fornire indicazioni generali sulle valutazioni che hanno indotto a non accogliere la richiesta di credito”. In particolare, evidenzia che “l’ABF non può sostituirsi all’intermediario nella valutazione circa la convenienza di un’operazione creditizia, che rientra nell’insindacabile discrezionalità dell’intermediario; tuttavia, anche in caso di diniego di finanziamento, la banca è tenuta ad assumere un atteggiamento di collaborazione ed a fornire al richiedente adeguate informazioni in merito alle ragioni del rifiuto, che abbiano bensì carattere generale, ma siano rapportate a circostanze concrete individuali”. Pertanto, ritiene necessario che il riscontro alle richieste di informazione dei clienti da parte dell’istituto di credito sia “da un lato tempestivo e dall’altro idoneo a far comprendere al cliente le ragioni del diniego precisando che la verifica della possibilità di fornire indicazioni generali sulle valutazioni che hanno indotto a non accogliere la richiesta di credito deve essere necessariamente individuale” (ABF, Coll. di Roma, dec. n. 7328/2016; Coll. di Napoli, dec. n. 645/2011).

Ciò posto, avuto riguardo al caso di specie, il Collegio territoriale ha ritenuto il ricorso in esame non meritevole di accoglimento in ragione dell’avvenuta indicazione da parte resistente, in sede di riscontro al reclamo, di “tutti gli specifici indicatori ai quali è stato ancorato il giudizio sul merito creditizio” (tra cui la complessa situazione reddituale e patrimoniale del ricorrente) che, in rapporto alla richiesta di erogazione del finanziamento, ha avuto esito negativo.

 

 

Qui la decisione.

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